giovedì 25 giugno 2009

In the mood for love ( Wong Kar-Wai , 2000 )


Giudizio: 9/10
La forza del rimpianto

Maggie Cheung è meravigliosa , inguainata nei suoi abiti a tubo con fantasie colorate, Tony Leung è splendido nel dare corpo tra sinuosità e slow motion all'essenza del rimpianto e Wong Kar-Wai ascende in maniera definitiva al Paradiso del Cinema, costruendo un film e una storia che fungono da summa della sua arte, già parcellizzata , ma sempre superba , nei suoi lavori precedenti.
Il film si lascia assaporare in maniera virtuosa tra colpi di genio visivi pieni di colori soffusi e sguardi di una tenerezza che spaccano anche il cuore più incallito: è il trionfo del non vissuto, della rimembranza e del rimpianto contrapposti con forza e prepotenza al tradimento, alla meschinità, un trionfo che non urla ma che impone la sua forza con dignità e dolore.
I due protagonisti vivono in una Hong Kong buia , piovosa, quasi diroccata nei suoi mille vicoli, vicini di casa in un palazzone, trasferiti da Shangai e con due rispettivi coniugi troppo assenti e vigliaccamente amanti; non cederanno all'impulso di essere come loro, preferiranno vivere nel loro dolore bagnato di acqua e intriso di cibi vaporosi la loro crescente amicizia e il loro amoroso affetto: solo qualche abbraccio, qualche mano sfiorata, qualche spalla toccata, ma pieni di sensualità e di tenerezza. E la certezza che il segreto, il ricordo, il rimpianto avranno comunque un valore eterno anche quando portano solo lacrime a fiotti e singhiozzi.
E' un film stupendo, un dipinto dei sentimenti che avvolge, stritola, fa sorridere e fa piangere, perchè raramente abbiamo visto uno squarcio così grande sulla forza taumaturgica del rimpianto; ed è un grandissimo film anche nella tecnica , nei colori, nel buio e nelle luci accennate, nella musica che irrompe con la forza delle parole, nell'uso quasi opprimente della telecamera sul volto degli attori e dietro di essi tra i vicoli di Hong Kong ; ed è infine sublime la grandezza dei due attori, cui sembra disegnato addosso il film: la Cheung in quegli abitini a tubo e fantasia è una icona del Cinema, come si fa non innamorarsi di lei?
E come si fa a rimanere impassibili di fronte a Tony Leung che 4 anni dopo, ad eventi conclusi, ad Angkor Wat, Cambogia, sussura, liberando l'anima dal peso, il suo segreto nella fessura di un muro delle rovine del Tempio?

1 commento:

  1. Uno dei più bei film degli ultimi ventanni.
    Ha la capacità di commuovere in modo leggero.

    RispondiElimina

Condividi