sabato 20 giugno 2009

L'uomo senza passato ( Aki Kaurismaki , 2002 )


Giudizio: 8/10
Umanesimo in stile finnico


E' questo il film che ha , giustamente, consacrato Kaurismaki nel gotha dei grandi registi e lo ha fatto con una storia che ricalca le tematiche a lui care e già viste in Nuvole in viaggio. Personaggi che vivono ai margini della società in grave crisi economica e di valori, subiscono le angherie e i colpi avversi del fato, cadono, si frantumano ma sanno rimettere insieme i pezzi e con la forza positiva che è intrinseca ad ogni essere umano riescono a superare i momenti duri; è vero il mondo fa schifo, ma l'Uomo (concetto illuministico e non assieme di organi e apparati) può contribuire a migliorarlo. In questo è molto didattico, senza essere pedante, il regista finlandese, ma il barlume di speranza e di ottimismo che sempre accompagna i suoi personaggi non è per nulla manierato, anzi è descritto sempre con grande dignità e realismo al punto di intravvedersi momenti di puro italico stile neorealista (con sane punte di umorismo): c'è del buono negli emarginati che vivono di stenti, nell'ubriacone che beve di nascosto della moglie , a sua volta una sorta di aguzzina dal cuore tenero, nel poliziotto che specula sui poveracci: una carrellata di personaggi che hanno tutti, nel fondo, uno spirito positivo ed umano , che ci destano grande simpatia e partecipazione e che dimostrano in modo chiaro come l'impulso positivo, a volte , può fare il miracolo.
Forse un po' tutti noi dovremmo allontanarci dal consumismo che ci pervade e ritrovare , anche nei momenti bui, la grande forza propulsiva che ci appartiene: è il semplice ma , nel contempo , grandioso messaggio di questo bellissimo film.


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