lunedì 22 giugno 2009

Suicide circle ( Sion Sono , 2002 )


Giudizio: 7.5/10
Il capolavoro imperfetto

Parte la pellicola e subito si assiste ad una delle scene più belle nella storia del Cinema (vale da sola il prezzo del biglietto, si sarebbe detto una volta), autentico brano d'antologia che fa da preludio ad un film tra i più duri e contestati . Esiste in Giappone un Club di adolescenti votati al suicidio, per lo più collettivo, che si afferma tramite una sorta di gioco telematico: naturalmente lo sconcerto e il terrore attanaglia tutta la nazione.Tragico specchio di un società in cui l'arrivismo, il ripudio dell'essere sconfitti e non affermati, il problema adolescenziale e il sempre , ossessivamente, presente rapporto morboso con la morte costituiscono la spina dorsale dei malanni e de disturbi di un paese cresciuto troppo in fretta dalla disfatta bellica.In questo Sion Sono è molto abile a descrivere le fobie e gli sconvolgimenti, senza scadere in ovvietà psicoanalitiche, girando un film zuppo di suggestione che ti avviluppa nelle sue spire, usando una tecnica sopraffina con momenti di altissima cinematografia, anche dove vira allo splatter. Un vero crescendo fatto di indagini e di suicidi inspiegabili, di folli e di esseri in preda al terrore: film di suggestioni forti che farebbero preludere all'esplosione finale e allo squarcio sulla verità. Ma ahimè il capolavoro è imperfetto; il film finisce e non te ne accorgi, tutta la carne messa sul fuoco evapora e lascia un amaro in bocca dopo averti oppresso con una abbondantissima salivazione in attesa del piatto sopraffino. E' un capolavoro, furbescamente sfruttato dallo stesso regista anche nel film seguente che fa da prequel ideale (il pur bello Noriko's dinner table), ma assolutamente imperfetto, monco e forse per questo ancora più suggestivo. I più maliziosi critici penseranno (non senza qualche ragione) che tirare le fila quando si ingarbuglia e si intreccia troppo è difficile, e il regista non ci è riuscito.Ma la grandezza del film rimane ed è una grandezza che punge ed incalza, proprio come il treno della scena iniziale lanciato a grande velocità nella stazione.

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