martedì 11 agosto 2009

Hero ( Zhang Yimou , 2002 )


Giudizio: 8.5/10
Capolavoro Kolossal


Non poteva riuscire meglio l'omaggio di Zhang Yimou all'arte wuxia: un kolossal in tutti i sensi , bellissimo, colorato, danzato, commovente. Ambientato nella Cina preimperiale del III secolo AC, narra la storia di uno spadaccino prodigioso e invincibile (un ritrovato Jet Li, finalmente) che sgomina , a suo dire, tutti i più pericolosi potenziali sicari del futuro Imperatore ed unificatore della Cina ( il re Qin), ma quest'ultimo ricevendolo in udienza sa che le cose sono andate diversamente (come non pensare a Rashomon....).
E' la storia agli albori della Cina moderna ed i suoi eroi ciò che canta il regista, quasi a cercare una identità difficile da trovare per un paese così grande e sterminato; ed è la storia del coraggio, della fedeltà e dell'onore di quegli eroi che fecero dell'arte wuxia uno stile di vita.
I combattimenti a colpi di spada sono stupefacenti, autentiche danze intrise di colori e simboli cari alla cultura orientale, disegnati nella loro plasticità con una capacità tecnica che lascia allibiti. Tutto è danza e movimento, tutto è colore che avvolge e stimola i sensi.
Ma sarebbe sbagliato considerare bello il film solo per la sua enorme qualità stilistica e formale; dalla storia degli eroi spadaccini emerge un grande messaggio morale: la lotta alla tirannia, la ricerca dell'unità e della prosperità del paese, l'onore da salvare sempre, il rispetto doloroso delle leggi, la verità assoluta che non esiste, l'amore che unisce anche nel dolore.
Zhang si avvale , come ogni kolossal che si rispetti, del meglio che la cinematografia di Cina ed Hong Kong offrono: dalla fotografia del grande Cristopher Doyle al già citato Jet Li ,da Maggie Cheung a Tony Leung, dal coreografo Ching Siu-tung al bravissimo Chen Dao-ming nel ruolo del Re Qin, a dimostare una volta tanto che anche con budget sterminati si può fare grande cinema d'autore.

2 commenti:

  1. All'epoca mi fece incazzare. Bello ok, bellissimo. Colorato sì. Coloratissimo. Ma ad un certo punto, guardando un primo piano di uno spadaccino intento a volteggiare etereo, mi accorsi che sulla faccia mancava il sudore.
    E mancava pure al film. Non l'ho più rivisto.
    Medesimo discorso per il successivo "La foresta dei pugnali volanti".
    Confrontali con l'ottimo "La tigre e il dragone" di Ang Lee: qui gli omini volanti si scaracollano giù da tetti e precipizi, ma pulsano, fremono. E sudano ovviamente... :D

    RispondiElimina
  2. Sono ancora curioso di vedere Hero, se non altro per la fotografia...

    OT:
    Caro blogger,
    anche questo film era candidato agli Oscar, del 2003 però...

    RispondiElimina

Condividi