domenica 23 agosto 2009

Il Divo ( Paolo Sorrentino , 2008 )


Giudizio: 8.5/10
Il Divo messo a nudo

Film politico e di denuncia , dice qualcuno, collocando l'opera di Sorrentino in una gabbia troppo stretta. Non è così: pur omaggiando i maestri di tal genere , il regista va oltre: descrive con una graffiante ironia al limite del sarcasmo tutta una stagione politica che si concretizza in maniera indissolubile con la figura di Giulio Andreotti; ne tratteggia con linee precise e taglienti le miserie e le grandezze , i vizi e le virtù , scava nel personaggio del Divo fino a mostrarcelo nella sua nudità morale, ne esplicita i suoi capisaldi politici non risparmiando accuse neppure tanto sommesse.
Ma soprattutto va ancora oltre: è l'essenza del potere e del rapporto che l'uomo ha con esso che viene sviscerata; Giulio Andreotti, la quintessenza macchiavellica del potere è uomo più votato alla sofferenza, alla cristiana sopportazione e alla solitudine che allo sfrenato edonismo in cui sguazzano invece i suoi più o meno fidati collaboratori, disegnati come una masnada volgare di avidi di potere e bella vita mentre il loro mentore rimugina, si lascia quasi schiacciare dall'immensa forza e dal carisma che la sua figura sprigiona. Sorrentino sembra quasi voler smentire il famoso aforisma a tutti noto del Divo :"Il potere logora chi non ce lo ha"; la sua figura , cui da il volto un incommensurabile Toni Servillo, ci appare ancora più ingobbita sotto le responsabilità di partito assunte nell'affaire Moro, sotto i colpi della Giustizia che lo vorrebbe colpevole di tutte le malefatte italiche; ma forse , intuiamo, è questo che rende vivo e tenace l'uomo.
Lo studio posicologico del personaggio è molto ben condotto, Servillo ci mette molto del suo soprattutto nei momenti in cui il Divo si conforta e si confronta con la moglie, attimi privati carpiti con l'unico essere umano che lo abbia mai pienamente capito e affiancato fino alla fine; in tal senso la scena della coppia che ascolta Renato Zero in TV cantare "I migliori anni della nostra vita", mano nella mano , è uno dei momenti più belli che il Cinema ci ha donato negli ultimi anni.
Il taglio che Sorrentino da al film lo rende godibile, coi ritmi giusti e soprattutto evita di farlo cadere pericolosamente nel film cronachistico e nella denuncia delle (presunte) malefatte del protagonista: in ciò mostra grandissima maturità e capacita narrativa.
Per fortuna ancora c'è qualcuno a dar fiato ad un cinema incredibilmente asfittico come quello italiano: opere come questa ci lasciano ancora un minimo di speranza.

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