martedì 25 agosto 2009

L'innocenza del peccato ( Claude Chabrol , 2007 )


Giudizio: 7.5/10
Benpensanti e vizi privati

Ultima fatica , la quarantottesima, di Claude Chabrol che continua , come un baldanzoso giovinotto, a sfornare film, quasi sempre di altissima qualità. Con "L'innocenza del peccato" , fin troppo libera e ignobile traduzione di La fille coupée en deux (La ragazza tagliata in due) continua nella sua incessante e sarcastica denuncia della borghesia di provincia francese, squarciando il velo sulle miserie, le ambizioni, le frustrazioni e i vizi; sembra divertirsi sempre di più in questa opera dissacrante il grande Maestro, ci si muove a suo agio, proprio come un pesce nella sua acqua ed è questa forse la chiave di lettura più valida di questo film: il disincanto , la pungente ironia , quasi il dileggio con cui annichilisce i benpensanti e i miseri personaggi, privi di moralità avvinghiati ai loro schemi sociali, protetti nella loro meschinità dal conformismo.
Anche la bella e giovane Gabrielle, giornalista televisiva agli esordi , emblema della freschezza e della ingenuità, cadrà nella rete, contesa tra un maturo scrittore alla page propenso ai vizi (segreti) e un giovane sfaccendato rampollo di una ricca famiglia di provincia, fino a quando lo strano e ambiguo certame non sfocia in cronaca nera.
L'arguto e spietato occhio di Chabrol descrive tutto con gelida asetticità, senza un minimo accenno di empatia, intento solo a raccontare la deriva e il degrado morale dell'ambiente che fa da sfondo alla storia. Forse manca un po' di incisività nella descrizione psicologica dei protagonisti (su tutti una bellissima e seducente Ludivine Sagnier), più interessato al contesto generale , e , forse, lascia un po' troppo amaro in bocca con quel finale che spiega alla perfezione il titolo originale del film.
Inutile affermare che dal punto di vista formale-estetico il film brilla di luce intensissima e probabilmente si eleva, complessivamente, di una spanna al di sopra de "La Commedia del potere" , opera precedente, anche se le vette raggiunte dallo Chabrol noir sono ancora lì, inavvicinabili, in attesa di essere arrichite da altri capolavori che questo grande Maestro sarà senz'altro in grado di donarci finchè avrà questa vitalità sorprendente.

Nessun commento:

Posta un commento

Condividi