mercoledì 30 settembre 2009

La ragazza del lago ( Andrea Molaioli , 2006 )


Giudizio: 7.5/10
Piccoli Chabrol crescono

Liberamente tratto da "Lo sguardo di uno sconosciuto" della norvegese Karin Fossum, l'opera prima di Molaioli trasporta i fatti dalla fredda e glaciale Norvegia ai freddi monti e laghi del Friuli, si avvale della immancabile superba presenza di Toni Servillo come protagonista, contornato da altri ottimi attori e mette in scena un dramma della provincia con fosche tinte noir a forte ispirazione chabroliana.
Anna, giovane e bella ragazza, viene trovata morta sulle sponde di un lago, del caso si occupa il commissario Sanzio, napoletano trapiantato al nord su cui pesa come un macigno la situazione di una moglie affetta da grave nauropatia degenerativa che vive in un ospedale e che progressivamente sta perdendo memoria e senno e di una figlia combattuta tra il conflitto col padre e la mancanza della figura materna.
Le indagini ci mostrano personaggi di vario spessore tutti in maniera diversa possibili e potenziali assassini della ragazza; alla fine la soluzione del delitto sarà al contempo il tassello che metterà ordine in una storia di provincia come tante, fatta di verità e menzogne, delitti e castigo, dolore e redenzione.
Avere nel cast un fuoriclasse come Servillo è già di per sè sicura premessa di buon risultato, ma va detto che il regista ci mette molto del suo, approntando una pellicola bella, ben costruita, con un fortissimo interesse psicologico per i protagonisti calati in una situazione che si presterebbe a morbosità varie e che invece vengono accuratamente e saggiamente evitate.
La descrizione delle dinamiche interpersonali tipiche della provincia, il descrivere i drammi interiori che segnano la vita in maniera indelebile, il riunire in un unico filone gli strazi interiori del commissario Servillo alla drammaticità degli eventi su cui indaga, fanno , come detto, di questa storia un quadro che miscela Chabrol e Simenon con discrezione ed efficacia.
Come opera prima non possiamo certo lamentarci, speriamo solo che registi che mostrano questo interessante spessore possano avere le possibilità di esprimersi sempre al massimo.

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