martedì 1 settembre 2009

The red shoes ( Kim Yong-gyun , 2005)


Giudizio: 6/10
La maledizione delle scarpe rosse (fucsia)


La bella Sun-jae , affetta da chiaro feticismo per le scarpe (le conserva come dei cimeli o dei Fabergè su piani di cristallo) , scopre che il marito la tradisce ( e occhio alle scarpe anche qui...): abbandona quindi la casa portandosi dietro la figlioletta; cosa pensate che farà quando qualche giorno dopo in una stazione della metro desolatamente vuota trova sulla banchina un paio di scarpe rosse (in realtà fucsia)? Si consola appropriandosene con cupidigia, dando il via ad una serie di eventi tremendi e sanguinosi nei queli le dannate scarpe hanno sempre un ruolo, fungendo inoltre da raccordo ideale con altri fatti esecrabili avvenuti diversi decenni prima.
Trasposizione in salsa horror coreana , molto libera a dire il vero, della favola di Andersen, il film di Kim Yong-gyun si presenta molto ben confezionato, con notevole stile visivo, ambienti rarefatti al limite dell'inverosimile (le stazioni della metro ad esempio), puntate splatterose e momenti di buona suspance in un contesto generale però che non convince completamente riguardo alla storia che appare un po' troppo trita e poco coinvolgente.
Tra chiarissimi accenni di feticismo (scarpe , piedi), momenti di fiacca che in un horror ci stanno come i cavoli a merenda, cantilene bambinesche abbastanza tediose , scatti violentissimi di possessività verso l'oggetto del desiderio rosso (fucsia), i nodi in qualche modo vengono al pettine e si giunge ad un finale che ad un certo punto appare fin troppo scontato: peccato.
Complessivamente il film si lascia vedere, pur rimanendo sempre il sottile retrogusto amaro che si prova quando apri una scatola confezionata stupendamente e che contiene invece solo un paio di scarpacce rosse (fucsia) anche un po' dozzinali.


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