martedì 20 ottobre 2009

Angel-A ( Luc Besson , 2005 )


Giudizio: 6/10
Parigi spettacolosa, favola moderna

Quale fosse l'intento di Besson nel girare questo film forse non lo sapremo mai, ma sicuramente quello che emerge più prepotentemente è un 'omaggio pieno di amore per la sua città; una Parigi come non l'abbiamo mai vista, in un bianco e nero che rimanda ai film anni trenta francesi e che mescola lo stile perfetto , ma mai asettico, delle pubblicità ricercate; una città esposta nel suo splendore , in ogni fotogramma e che , alla fine dei conti è il pregio più grande di questo lavoro del cineasta francese; d'altronde non poteva essere altrimenti come ci insegna la storia del cinema da Woody Allen a Wim Wenders:dipingere la propria città è anzitutto un gesto di amore sconfinato e se le mani che lo fanno sono quelle sapienti di Luc Besson il risultato non può che essere grandioso.
La storia, calata nella Ville Lumiere, tratta di un maghrebino, pasticcione, imbroglione e casinista che non sa più come fare per venir fuori dai numerosi imbrogli in cui si è cacciato; quando decide di farla finita gettandosi dal ponte si ritroverà accanto una biondona intenzionata a fare altrettanto; finirà col salvare lei dalle acque della Senna e lei essendole debitrice, si metterà a sua completa disposizione, tirandolo fuori da molti inghippi.
Scopriremo che la biondona-coscelunghe è in realtà un angelo mandato per soccorere Andrè, pasticcione sì ma di buon animo.
Assisteremo alle pene d'amore del maghrebino che, pur avendo scoperto la verità , si innamora dell'etera creatura e anche quelle di quest'ultima che non riesce più a capire quale sia il suo vero ruolo nel mondo, al punto di mostrarci un angelo disperato e piangente
Il finale sarà ottimista e sistemerà i dolori di entrambi.
Il tema , diciamo la verità, è abbastanza scontato ed alcuni dialoghi ancor di più, però il film è ricco di una leggerezza e di uno slancio positivista che rendono merito al regista.
La morale, tipica delle favole, ci insegna a credere in se stessi con forza e passione, portando alla luce il buono che c'è in ognuno: concetto molto francese ed esposto con chiarezza da Besson.
Bravi i due protagonisti : Jamel Debbouze , molto noto in patria come attore brillante e la stangona bionda Rie Rasmussen (in)credibilissima nel suo miniabitino nero molto poco angelico.

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