martedì 27 ottobre 2009

The big heat ( Johnnie To , Andrew Kam , 1988 )


Giudizio: 8/10
Poliziesco nerissimo

E un Johnnie To primordiale quello che dirige questo "The big heat" che vede Tsui Hark in veste di produttore con licenza di rimescolare pesantemente il film e Andrew Kam in veste di co-regista (in realtà To subentrò a lui nella regia). E una storia violenta , sporca, priva di ogni struttura narrativa tipica del To seguente che tanto ammiriamo, che parla di poliziotti duri e tutt'altro che arrendevoli , in perenne lotta contro la malavita organizzata e contro se stessi, chiusi nel loro guscio esistenziale (e qui c'è già tutto del regista) che non prevede altro epilogo che non sia la morte o la triste realtà. Dominano nel film il senso di appartenenza e di solidarietà , l'onore e la gratitudine, gli affetti quasi sempre offesi in nome della difesa della propria dignità e spiccano momenti di grande violenza, di forte crudezza frammisti a sparatorie che sembrano più di John Woo e mattanze cui manca quel senso di tragica poesia che sarà la firma dei lavori seguenti del Maestro.
La Hong Kong presentata è stranamente brulicante, ma molto impersonale se non in alcune scene notturne costruite con occhio psichedelico, eppure già incombe l'handover che verrà 10 anni dopo. Spunti di umorismo non mancano qua e là, battute che sembrano quasi uscite da un film-parodia ma che stanno solo a dimostrare l'assurdità della cieca violenza, vero bozzolo da cui nascerà la crisalide-eroica: sì perchè il senso dell'eroismo è fortissimo , vissuto in ogni momento contrapposto alla completa immoralità della malavita.
L'influsso cinematografico di Woo è pesantissimo, e non potrebbe essere diversamente: in fin dei conti la strada che separa questo da The killer è brevissima, come appena impercettibile è la strada che separa la colomba che vola in chiesa dal colpo sparato usando una catenina d'oro con la croce appesa.
Anche nel simbolismo religioso Johhnie To rende omaggio al grande Maestro del Cinema di Hong Kong.

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