giovedì 22 ottobre 2009

Elephant ( Gus Van Sant , 2003 )


Giudizio: 7/10
Il dramma della banalità

Gus Van Sant porta sullo schermo una follia tipicamente americana: rifacendosi alla strage avvenuta a Columbine, in cui due liceali armati di tutto punto seminarono panico e morti ; ci racconta le ore che precedettero la carneficina con il suo personale modo di vedere le cose. Non è un film di cronaca e neppure di denuncia, è semplicemente un film sul vuoto assoluto di una generazione, sulla totale assenza di alcuna "morale" che spinge i comportamenti , si badi bene, non solo negli autori del folle gesto , ma anche in coloro che ne sono rimasti vittime. Vediamo gli alunni muoversi nella scuola come avviene tutti i giorni, li vediamo seguiti, braccati, spesso ripresi di spalle, svolgere le normali attività scolastiche, ascoltiamo i loro discorsi assolutamenti vacui, li vediamo mangiare e muoversi lungo interminabili corridoi, di qualcuno intuiamo i problemi personali legati alla famiglia: tutto ciò avviene con una, a tratti noiosa e prolissa, lentezza che se vuole rendere il senso del vuoto ci riesce benissimo e con un incrocio di prospettive e punti di vista che invece è uno dei punti forti della storia. Su tutto domina un senso di quotidianietà e di banalità: nei gesti dei due kamikaze assassini , nel figlio costretto ad occuparsi del padre ubriaco già di mattina, nelle teen agers che, ossessionate da dieta e linea, prima mangiano e poi si procurano il vomito.
Non traspare alcun giudizio da parte del regista, c'è solo una didattica descrizione, certamente ben fatta, degli eventi, nudi e crudi e quello che rimane in chi guarda è un indubbio senso di angoscia e disagio, conseguenza di un mondo che pare non abbia più nulla da dire.

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