sabato 10 ottobre 2009

Epitaph ( Jeong Beom-sik , Jeong Sik , 2007 )


Giudizio: 7/10
Ancora fantasmi orientali

L'anziano e solo dottor Park Jung-nam apprende la notizia che l'Anseng Hospital dove ai tempi della occupazione giapponese della Corea (1942) svolgeva tirocinio come giovane medico, sta per essere abbattuto; non potrà fare a meno di effettuare una ultima visita nella struttura abbandonata per poi , a casa, preso dalla nostalgia dei ricordi , sfogliare un vecchio album di fotografie che lo ritraggono nell'ospedale.
Questo è il prologo della storia, per poi rapidamente trovarci proiettati decenni indietro con il dottor Park giovane medico in servizo in quello strano ospedale dove si intrecciano alcune storie fatte di morte, dolore, rimpianto , fantasmi e dissertazione sull'anima.
L'esordio dei fratelli Jeong è senz'altro promettente, pur presentando il film alcune lacune anche abbastanza evidenti, che non tolgono però quel senso di eleganza e di raffinatezza che si respira per tutta la pellicola. Le storie narrate, con momenti anche di supance che hanno fatto cadere qualcuno nell'errore di considerarlo un horror, si intrecciano su vari piani temporali, senza però purtroppo trovare mai una conclusione formale e logica, si rimane un po' intrappolati in uno script che si avviluppa su stesso e che lascia pochi fili da tirare per ricomporre il tutto ordinatamente.
Di contro il film è ottimamente girato, il soggetto, anche se ormai chiaramente abusato, è intrigante, soprattutto nella dicotomia anima-fantasmi, molto bello il lavoro di scena e di fotografia , con uso continuo di colori scuri ma che non opprimono e, infine, ben corredato da una bella colonna sonora che da un senso di melanconia piacevole.
Non mancano i momenti in cui, soprattutto sotto l'aspetto formale, il lavoro assume caratteri veramente notevoli denotando una indiscutibile bravura dei registi, illuminata da sprazzi di genialità che vanno a compensare , come detto, alcune pecche della sceneggiatura e della struttura della storia.
Ancora sprazzi di vitalità quindi dalla Corea, cui, ovviamente, restano ciechi i nostri distributori, in ben altre fesserie affaccendati.

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