venerdì 27 novembre 2009

Beyond the years ( Im Kwon-taek , 2007 )


*****
Cento volte Im

Per onorare il suo centesimo lavoro, Im si permette il lusso ( lui può...) di autocitarsi riprendendo il suo magnifico Sopyonje e manipolarlo al punto che il risultato non è nè un sequel nè un film parallelo: utilizza gli stessi protagonisti inserendoli in un background diverso e ci porta a spasso nel tampo per circa 40 anni.
Vediamo Dong-ho alla ricerca della amata sorella , che poi sorella non è visto che entrambi sono stati adottati dal padre, imbattersi in luoghi che scatenano tempeste di ricordi e la sua ricerca a ritroso nel tempo, vista come racconto, assume ben presto i connotati melanconici e del rimpianto.
Il suo non è amore fraterno, tanto che se ne accorge anche la moglie svogliatamente spostata, è amore quasi platonico in cui manca assolutamente l'aspetto carnale e fisico.
Song-hwa , avendo più talento di lui, vivrà tutta la vita a fianco del padre alla ricerca della perfezione nell'arte del pansori, subendo le vessazioni e l'egoismo di quest'ultimo.Morto il padre arriva il momento di ricongiungersi, ma questo avverrà solo fugacemente tanto doloroso sembra essere il loro rapporto affettivo. Nel corso della vita Dong-ho rincorre la sorella per tutta la Corea, le fa da bussola il canto triste e la voglia di tornare assieme.
Un finale quasi fiabesco lascerà molti dubbi, non certo quelli sulla qualità del film.
Ancora una volta Im mostra grandissma sensibilità e legame con la propria terra; presenta il pansori come la summa delle tradizioni da difendere e da rivalutare, guarda con occhio pessimista al futuro tecnologico che costruisce dighe, prosciuga fiumi, abbatte alberi e toglie asilo alle cicogne.
La maestria tecnica è sublime, creando un opera dal punto di vista stilistico quasi perfetta, con la giusta miscela di colori, paesaggi e natura.
Rispetto a Sopyonje le emozioni sono meno forti e laceranti e quindi colpiscono di meno, ma l'organicità del film , seppure tra magistrali flashback , è davvero superba.
Inviamo agli Dei della celluloide anche per Im la preghiera che ce lo conservino ancora per tanto tempo con la stessa forza poetica e voglia di cantare i sentimenti.

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