martedì 3 novembre 2009

Cafe Lumiere ( Hou Hsiao-Hsien , 2004 )


Giudizio: 7.5/10
Omaggio a Ozu

Dichiarato omaggio a Ozu, come si legge nei titoli di testa, in occasione del centenario della sua nascita, questo lavoro giapponese del regista di Taiwan si presta a diverse interpretazioni e valutazioni.
Anzitutto va precisato che , nonostante l'omaggio sentito, l'operazione dal punto di vista stilistico riesce fino ad un certo punto: Hou non ha lo stesso genio del grande Maestro giapponese nel dare movimento ed armonia anche a ciò che di più inanimato esiste, motivo per cui il film, minimalista fino al midollo, soffre di una certa staticità che rasenta la prolissità.
E' vero, questo lavoro è una semplice telecamera sulla vita, quella di tutti i giorni, attraverso la storia di Yoko , giovane di ritorno da una esperienza lavorativa a Taiwan , in gravidanza e ben convinta a tenere il figlio nonostante sa che non sposerà mai il padre.
Il ritorno a casa, la madre cuoca, il padre che non parla mai, l'amico libraio che le interpreta i sogni, la curiosità per Jiang Wen-Ye , compositore taiwanese trapiantato in Giappone, la periferia di Tokyo, e treni in continuazione con l'amico libraio che per hobby registra tutti i loro rumori; tutto viene visto con attenzione, descritto , filtrato solo dalla telecamera.
Va riconosciuto al regista un gran rigore formale e una sensibilità fuori dalla norma, solo che, avendo anche lui talento da vendere, ha aggiunto troppo del suo a quello che doveva essere un omaggio a Ozu; Hou è uno di quei cineasti verso cui non esistono mezze misure: lo si ama o si smettono di vedere i suoi film dopo mezzora.

1 commento:

  1. Questo non l'ho visto, ma dopo "Millennium Mambo" - che comunque mi sono sorbita pazientemente fino ai titoli di coda - credo proprio di appartenere a quelli che 'smettono di vedere i suoi film dopo mezzora'.

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