giovedì 12 novembre 2009

La mala ordina ( Fernando Di Leo , 1972 )


Giudizio: 7.5/10
Rivisitazioni cinematografiche / 6
Nascita di un assassino


Luca Canali si guadagna da vivere come magnaccia, non è tagliato per essere un malavitoso serio, è un pidocchio, come lo definisce il boss imperante, ha una figlia ed una moglie dalla quale è separato e che sdegnosamente rifiuta gli aiuti econimici di denaro sporco. Il destino gli riserva un ruolo di inconsapevole capro espiatorio: la sua testa viene offerta ai boss d'oltreoceano come colpevole di una furto di eroina che invece ha eseguito il boss milanese Tressoldi.
Passerà dall'essere circondato da donnine svestite e frequentatore di night a fuggiasco , con alle calcagna due killer che vengono da New York e con il boss locale che gli fa fuori figlia e moglie: la trasformazione sarà quindi inevitabile, anche lui guappo da quattro soldi diventa uno spietato assassino accecato dalla vendetta.
Sullo sfondo della solita Milano a cavallo tra 68 e freakettoni e anni di piombo, dominata dalle bande malavitose, Di Leo tira fuori dal cappello quest'altro noir secco , diretto, essenziale costruito su personaggi credibili , che si distingue per la totale assenza di figure che facciano riferimento all'ordine costituito: si può ben dire che nella storia del cinema è uno dei rarissimi casi di film d'azione in cui non si veda uno straccio di poliziotto. Tranelli, tradimenti, giochi sporchi e innocenti lordati di sangue completano il quadro.
Anche questo come il precedente Milano calibro 9, che risultava però più cupo, assurge a modello di noir d'azione, divenuto riferimento per tanta cinematografia, anche grazie alla consacrazione decretata da Tarantino che molto ha amato questi film. La regia sembra quasi assente , tanto scorre liscia la storia e questo è un pregio enorme del film.La scena finale, notevolissima, tipico duello trasposto dal western, si svolge in un cimitero per auto, dando un senso di squallore e di abbandono.
Accanto a Mario Adorf, sempre a suo agio in ruoli simili, si muovono bene i due killer americani Henry Silva, sempre più cattivo, e Woody Strode e , soprattutto, un Adolfo Celi ,cui neppure la parlata sicula toglie incisività.

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