martedì 17 novembre 2009

L'odio ( Mathieu Kassovitz , 1995 )


*****

Rivisitazioni cinematografiche / 8
Odio senza via d'uscita


Lungometraggio quasi d'esordio di Kassovitz che fece gridare al miracolo considerata la giovane età del regista, che però ahimè è rimasto più una vaga promossa che una realtà consolidata, alternando lavori buoni ad altri decisamente meno.
Il film , premiato a Cannes tra le polemiche, ritorna periodicamente in auge in coincidenza con i frequenti problemi di ordine pubblico che affligono le banlieues parigine, ma, è bene dirlo, la pellicola ha una sua profonda validità e credibilità, non tanto relativamente ai fatti accaduti da cui prende lo spunto, bensì per una forza indagatrice che la percorre.
Vinz , Said e Hubert sono tre giovani della periferia parigina , in vario modo vivono una vita ai margini della legalità, fatta di emarginazione, rabbia, disprezzo ed espedienti: li seguiremo per circa 20 ore in coincidenza delle proteste seguite al pestaggio di una sedicenne arrestato e ridotto in fin di vita.
Questa situazione diventa per loro un modo per vendicare la loro misera esistenza, resi spavaldi e forti dal fatto di aver trovato una pistola persa dagli agenti durante gli scontri. Tre personaggi che vivono la loro situazione sociale in modi diversi , a volte contrapposti, ma immancabilmente segnati dall'odio verso tutto ciò che è precostituito.
La storia è ben diretta, con dialoghi crudi , taglienti , spesso ridondanti ma credibili, con un bianco e nero bello, soprattutto nelle scene notturne che concorre a determinare un clima pesante che si apprezza in tutto il film: quello del disagio , della disperazione, della mancanza di futuro, del pessimismo più cupo.
Viene da porci la domanda che poi in tanti, sociologi , psicologi e politici, si pongono: sono queste situazioni in cui osservare e capire è lecito e giusto? Oppure bisogna bollare i tre giovani come teppaglia e basta?
La risposta sta nel colpo di pistola che all'alba si udrà e che chiude il film: comunque qualcuno in questo gioco tra disperati perde di sicuro.

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