sabato 7 novembre 2009

Love battlefield ( Soi Cheang , 2004 )


Giudizio: 7/10
Esperimento di fusione

Abbandona l'horror il regista di Hong Kong e presenta questo Love Battlefield (titolo intrigante) , interessante esperimento di fusione di due generi distanti, agli antipodi quasi : il melò e l'action movie.
All'inizio due giovani si incontrano in un quadretto idilliaco fatto di fiumi e prati, si innamorano, vivono assieme, litigano per il cibo che lui non sa cucinare , predilegendo i film porno, progettano un viaggio in Europa che salta sul più bello perchè la macchina carica di bagagli sparisce con conseguente lite furibonda nel garage e separazione tra i due. Quando lui trova casualmente la sua macchina poco dopo e pensa di mettere una pezza al pasticcio, ecco che con l'apertura del bagagliaio il film esplode e cambia registro, proiettandoci violentemente, a colpi di pistola nel più cupo degli action movie, in perfetto stile HKese.
Per il giovanotto e la fidanzata che si metterà sulle sue tracce sarà l'inizo di una avventura tragica, dovendosi confrontare con banditi feroci e implacabili , anche quando hanno il volto di Qin Hailu glaciale moglie del capo banda.
La resa dei conti, violenta, avverrà per alcune sacche di sangue da trasfondere, mettendo il sugello ad un film che gronda sangue ovunque.
La contrapposizione tra una coppia normale, come tante, forse ovvia e i criminali fa da linea guida al film. Non è solo fenomenologico il contrasto: c'è da una parte una etica, anche professionale, essendo il protagonista infermiere, dall'altra personaggi privi di qualsiasi morale, tanto diversi dai gangster di Johnnie To , votati all'onore e al rispetto; uno scontro che vedrà perdenti tutti, anche i buoni che alla fine tanto buoni non sono più. Il campo di battaglia con i due giovanotti da una parte e il capobanda e la moglie gravida dall'altra da un senso al titolo del film: l'amore normale da una parte, quello estremo votato alla morte dall'altra.
L'epilogo, un po' forzato, cerca di riportare sul dramma sentimentale la storia, ma , rimane probabilmente l'unica cosa stonata del film che ormai ha già detto tutto quello che c'era da dire.
Bravissimi gli attori-banditi, tutti con facce credibili e perfettamente in sintonia con i ruoli, un po' meno penetranti i due protagonisti , Eason Chan e Niki Chow, anche se l'avvenenza di quest'ultima se non altro riempe lo schermo maggiormente.
L'esperimento di Soi Cheang può dirsi quindi riuscito bene, anche grazie alla sua bravura di regista, efficace nel cambio repentino di ritmo iniziale , nella costruzione di alcune scene energiche (vedi quella sulla sopraelevata che si conclude in una nuovola di polvere bianca) e molto attento nel presentarci una Hong Kong variegata e sempre affascinante.

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