domenica 6 dicembre 2009

Closer ( Mike Nichols , 2004 )


*****
Bei dialoghi, film non convincente

Trasposizione cinematografica del grande successo teatrale di Patrick Marber , questo Closer di Mike Nichols non convince per nulla, pur risultando un lavoro in cui la mano del regista si apprezza soprattutto nella gestione dei dialoghi, resi bene e con il ritmo giusto.
Ma non sempre, anzi quasi mai, un buon pezzo teatrale è necessariamente un buon film , maggiormente quando tenta di rimanere il più fedele possibile al testo originale.
La storia è quella di un giornalista, nonchè mezzo fallito scrittore che lavora come redattore di necrologi, un dermatologo, una spogliarellista americana e una fotografa , le cui vie si incrociano, si scontrano, si allontanano, si arrovellano restando sempre alla stesso punto e cioè la difficoltà di avere rapporti normali, basati sulla fiducia e sul rispetto reciproco; viceversa l'amore inteso come possesso e come lotta di egoismi.
Il film parte bene, rimane su binari che attraggono, ma poi ad un certo punto inizia a contorcersi su stesso senza costrutto, infondendo anche un certo senso di fastidio, avendo la percezione di trovarci , a volte, più in una soap opera che in un film. Peccato perchè i dialoghi sono belli , serrati, diretti , taglienti soprattutto riguardo al sesso, trattato senza peli sulla lingua, ma sfugge ad un certo punto il contatto con le tematiche che possono accalappiare il pubblico.
Bravissimo Owen, che offre la sua credibilissima faccia un po' carognesca al personaggio meglio disegnato, brava la Portman nella sua freschezza, meno credibile Jude Law, un po' troppo bamboccesco in alcuni momenti, assolutamente fuori luogo la Roberts, la cui faccia perennemente lessata non si addice a personaggi di così forte impatto emotivo interiore.

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