venerdì 4 dicembre 2009

A Petal ( Jang Sun-woo , 1996 )


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Catarsi e coscienza

Inserti in un bianco e nero sfocato squarciano la storia mostrando quello che rimane un macigno pesantissimo sulle coscienze e sulle esistenze di tanti coreani. Tutto nasce da quei giorni a Kwangiu: vite spezzate, esistenze distrutte ed annientate per sempre, morti spostati come sacchi di patate e vivi che vagano sembrando morti.
Jang descrive con crudezza i drammi umani che esitano da quei giorni, prendendo come paradigma la giovane vita umiliata della 15enne protagonista, rimasta sola e in preda alla confusione totale.
Il dramma di una nazione e quello dei singoli, la violenza delle armi e quella privata sotto forma di abuso, la mente e il corpo implosi sotto il peso di una esperienza che strappa l'adolescenza lasciando solo uno spettro allucinato e senza futuro.
Ma neppure la violenza sessuale e i modi da troglodita dell'uomo presso cui cerca riparo riescono a scuotere la ragazzina, che solo in un lungo dialogo immaginario col fratello morto, troverà la forza di ricordare e raccontare tutto, prima di sparire alla nostra vista per sempre, inconsapevoli del suo destino.
E' un film durissimo, quasi provocatorio, che suona tanto come catarsi personale per il regista e per tutti coloro che vissero quei giorni del 1980, in cui i crepitii delle armi, i blindati , le strade disseminate di cadaveri rimangono sempre in un piano lontano, volendo invece focalizzare il dramma intimo e privato che tanti coreani investì.
C'è molto neorealismo nella descrizione del degrado e della disperazione, c'è molto Kim Ki-duk nella descrizione del morboso rapporto quasi vittima-carnefice tra la ragazzina e il suo nuovo tutore e c'è grande bravura di Jang nel tracciare un filo poetico ricco di dramma e abiezione ricorrendo al bianco e nero per le scene dei tumulti e all'animazione per i momenti onirici e allucinatori.
Rispetto al più recente May 18 ,che tratta dello stesso tema con un impronta più di cronaca, sicuramente questo ha una forza maggiore e crea uno stato di commozione strisciante che diviene struggente in alcuni istanti , rendendo alla perfezione il senso del dramma epocale insinuato nei singoli.
Piccola nota per la bravissima Lee Jung-hyun , splendida interprete della annichilita ragazzina protagonista, nei cui occhi domina il velo dell'annientamento.

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