mercoledì 16 dicembre 2009

Zift ( Javor Gardev , 2008 )


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L'inganno e "il potere distruttivo femminile"

Sta per uscire di galera Tarma, dopo una lunga detenzione per un reato non commesso; vi è entrato che la Bulgaria non era ancora comunista e satellite sovietico e ne esce perchè ha contribuito alla causa comunista in carcere.
Ci racconta la sua vita tra flashback e presente, di come si sia cacciato nel guaio e di come progetta di tornare a una vita normale, del dolore per un figlio nato e morto mentre era in galera,dell'arricchimento avuto in carcere leggendo tutto ciò che poteva e stringendo amicizie con strani filosofi che propugnano teorie sul potere distruttivo femminile.
Ma il passato non è ancora sepolto e riaffiora con addosso le divise militari per costringere Tarma a confessare dove si nasconde il prezioso bottino di un furto.
Scoprirà, nell'arco di una giornata, che tutto sommato la teoria dell'amico galeotto filosofo tanto balsana non è e che il mondo intorno a lui è cambiato troppo, governato dall'inganno e dalla meschinità.
Girato in un bianco e nero elegante e sorprendente questo lavoro, già insignito di alcuni premi, colpisce per la sua scarna essenzialità, per la forza delle parole del narratore (il protagonista) e per la descrizione di personaggi e situazioni che per anni hanno dominato nel mondo dei paesi comunisti. C'è una atmosfera cupa e degradata che emerge dal film, in cui l'inganno subito da Tarma è solo l'aspetto più appariscente, in perfetto stile noir arrichito da quella sorta di vena melanconica che contraddistingue il personaggio e le sue vicende.
Ciò che colpisce maggiormente è comunque una regia bellissima, capace di alternare i flashback e il presente in modo lineare e senza strappi, puntando sempre l'occhio sui personaggi e i loro volti, non concedendo mai cali di ritmo. La scelta del bianco e nero valorizza uteriormente i personaggi e gli attori, tra cui spicca per bravura il protagonista Zahari Baharov nel ruolo di Tarma.

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