lunedì 18 gennaio 2010

Exodus ( Pang HoCheung , 2007 )

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Pang guarda beffardo


Uno straordinario incipit fatto di pinne , maschere, boccagli , martellate sulla schiena e scie di sangue, su cui incombe lo sguardo sorridente di una giovane Regina Elisabetta , apre questo raffinato e gustoso film di Edmond Pang , autore che fa della sua eleganza visiva e della sua beffardia i cardini dei suoi lavori.
Tsim , poliziotto con più di vent'anni di onorata carriera alle spalle, sposato con una ricca e bella ragazza ,stila il verbale di arresto di uno strano tipo preso mentre riprendeva con una telecamera alcune donne nei bagni pubblici, asserendo che spiava la combriccola in quanto un fantomatico sindacato delle donne ha deciso l'annientamento degli uomini dalla faccia della terra.
Dopo poche ore, probabilmente indotto da qualcuno, lo stesso personaggio cambia radicalmente la versione dei fatti, ammettendo di essere semplicemente un guardone pervertito.
Tsim , inizialmente assolutamente disinteressato alle argomentazioni, prova uno strano sospetto che lo porta ad indagare più a fondo sul bizzarro episodio: lo strano tipo sparisce, ma in compenso il poliziotto farà la conoscenza della sua bella moglie, la quale gli si concederà proprio quando apprende della morte del marito.
Le indagini ulteriori sembrano portare ad un coinvolgimento di tutti i personaggi donna e ad un finale beffardo, surreale e probabilmente neppure troppo riuscito.

Girato con notevole raffinatezza stilistica, in una Hong Kong asettica e glaciale, spoglia del suo consueto brulicare, il film parte come un thriller dai ritmi poco convulsi, tutto giocato sulle immagini (quasi sempre fisse) e sui dialoghi ben costruiti ,per poi approdare ad una riflessione surrealistica sul rapporto uomo-donna, sul senso dei legami amorosi e sul deleterio ruolo dell'uomo nelle sorti del mondo, quast'ultimo visto con l'occhio femminile e farcito di una bella dose di ovvietà.
Pang indubbiamente usa uno sguardo sogghignante e un sorriso maldestro ed è questo il pregio più grande del film : sospettato il piano immondo, anche una banale lezione di ginnastica  o di canottaggio o una apparentemente ridanciana sfilata di abiti da sposa con solo donne sempre protagoniste, appaiono come una prova generale per le accanite armate votate allo sterminio del genere maschile. Solo nel finale questo stato di grazia del regista viene un po' meno, là dove cerca di dare un senso sociologico-familiare alla vicenda.
Bella la musica di Gabriele Roberto anche se troppo prepotente e quasi di intralcio, a volte, al fluire del film e molto bravo , come sempre, Simon Yam nel ruolo di Tsim, seppur in un ruolo abbastanza atipico per lui , cui danno man forte un quasi irriconoscinile Nick Cheung nel ruolo dello spione anti-complotto e uno stuolo di belle e brave attrici ( Annie Liu , Irene Wan e Maggie Siu )

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