sabato 9 gennaio 2010

Turning point ( Herman Yau , 2009 )


*****
Triadi ed infiltrati


Ultimo film del 2009 per il prolifico regista HKese che firma questa ennesima storia di triadi, killer e poliziotti che si lascia apprezzare per il buon ritmo e per la regia ordinata, nonostante le continue convulsioni temporali che percorrono la storia.
Laughing è un poliziotto infiltrato nella criminalità che a seguito di un grave incidente subito dal suo contatto durante una operazione, si ritrova ad essere nudo e crudo, inseguito dalle gang che sospettano fortemente il suo tradimento e dalla polizia che non conosce il suo vero ruolo.
A dire il vero una certa ambiguità sul suo ruolo incombe su tutto il film, visto che in alcuni rapidi flashback apprendiamo come sia stato convinto ad entrare in polizia da un boss ex poliziotto a sua volta, interpretato da un sorprendente e bravissimo Anthony Wong, che ha in mente per lui un ruolo da infiltrato nella polizia.
Con queste premesse, cadute le poche certezze, visto che anche il suo boss referente è stato incaricato di farlo fuori, Laughing dovrà barcamenarsi tra orde di killer e di poliziotti che gli mordono le gambe.
La sua melodrammatica storia d'amore con la sorella di una gang avversaria , capitanata da un Francis Ng in ottima forma, darà una svolta inaspettata e ci porterà dritti in un finale con qualche sorpresa...
dove Laughing sarà costretto ad una scelta che per tutto il resto del film era rimasta appesa.
Se è vero che poche sono le cose nuove ed originali proposte , il film però gioca bene su questa ambiguità del protagonista (e non solo), combattuto tra l'amicizia, l'amore e la sua vera identità, conservando ritmi adeguati ad un film di azione; i frequenti flashback sono bene incastrati e non creano confusione, anzi aiutano a disegnare con precisione i volti dei vari personaggi, sostenuti da una buona colonna sonora e da un montaggio tecnicamente molto ben fatto.
Naturalmente nel film serpeggiano in maniera evidente le ben note tematiche sempre presenti nei film HKesi: il senso dell'onore, il melodramma, l'amicizia, il sottile confine tra vita e morte; certo manca la mano di un Johnnie To che colora il tutto in maniera magistrale, ma la pellicola risulta alla fina valida e sufficientemente coinvolgente.
Come detto, ottima la prova di Anthony Wong ,a dire il vero piuttosto inquitante nel suo look,circondato da belle stangone e Francis Ng nel ruolo del capobanda avversario bravo nella sua impulsività e nel suo dare ascolto ai legami di sangue.

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