sabato 17 aprile 2010

Fulltime killer ( Johnnie To , Wai Ka Fai , 2001 )

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Killer tosti a confronto

In un vorticoso e movimentato rincorrersi tra Kuala Lampur e Singapore, Corea e Hong Kong, facciamo subito conoscenza dei due eroi di giornata, due killer tanto spietati quanto efficienti, ognuno col suo modus operandi: il giapponese O , taciturno, meticoloso, attento a tutte le precauzioni possibili e il cinese Tok, spavaldo e gigione nelle sue azioni, che porta a termine i suoi lavori come farebbe un mattatore di teatro, amante del cinema d'azione e che non risparmia citazioni.
Il loro rincorrersi trova un punto di incontro in Chin , ragazza taiwanese che lavora in una videoteca di film giapponesi e che  come secondo lavoro fa le pulizia a casa di O. L'incontro (intuiremo poi neppure casuale) con il vulcanico Tok è di quelli che lasciano il segno: rimanendo fedele alle passione per le citazioni cinematografiche, quest'ultimo si presenta a Chin con tanto di maschera di Bill Clinton sul volto.
La gara tra i due killer può quindi avere inizio e si concluderà solo all'ultimo fotogramma, dopo averci furbescamente ingannato.
Impegnato nella caccia ai due killer troviamo l'agente Albert Lee, cui l'ingrato compito porterà solo guai, compresa la beffa finale.
Alternando con sapienza momenti di azione purissima ad altri da commedia brillante, Johnnie To dirige un film non tra i suoi migliori, ma che la sua parte la fa e bene fino in fondo. Il confronto tra i due killer, che è anzitutto uno scontro di personalità e di caratteri, è molto ben condotto, con un ritmo costante ed un tono quasi giocoso; lo stesso finale , abbastanza prevedibile a dire il vero, si tinge di pirotecnico (non solo metaforicamente) e mette il suggello ad una lunga rincorsa fatta di abilità balistica, cialtronaggine e rivalità amorosa.
Le scene d'azione con tanto di rallentatore, sono come consuetudine col Maestro HKese, pura gioia per gli occhi, ben costruite e disegnate negli spazi ed hanno, in questo lavoro, il netto sopravvento sull'aspetto più intimistico e  psicologico dei personaggi, fatto questo che dona una diversa consistenza al film.
Sta di fatto che , soprattutto per la straripante interpretazione di Andy Lau nel ruolo di Tok, il film risulta  divertente e avvincente e spinge verso l'immedesimazione verso i duellanti, proprio come si faceva un tempo nei western con gli indiani e i cowboy.
Mancando tutto quel corredo di atmosfera e di sentimentalismo che permeava ad esempio A hero never dies, il film rimane su un livello sicuramente meno impegnativo e meno profondo, ma non per questo non si lascia apprezzare nel suo complesso.
I killer tratteggiati dalla mano di Johnnie To rimangono comunque personaggi quasi sempre indimenticabili.

2 commenti:

  1. Sembra un Gran bel film, peccato non sia stato ufficialmente tradotto in italiano.

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  2. Mah ti dirò Veeto, il fatto che non sia stato distribuito doppiato in italiano lo vedo quasi come una operazione salvifica. Vale per tutti, ma per i film asiatici è quasi un dovere: bisogna vedere i film in lingua originale.

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