giovedì 13 maggio 2010

My heart is that eternal rose ( Patrick Tam , 1988 )

 *****
 Pistole e amore disperato

Patrick Tam è considerato, insieme a John Woo e Tsui Hark , il nume tutelare del nuovo cinema hkese e questo bellissimo My heart is that eternal rose costituisce una pietra miliare nella cinematografia dell'ex colonia britannica.
Capotistipite del noir miscelato al melodramma, trova molti punti in comune con l'altro gigante cinematografico che è The killer di John Woo, film usciti a breve distanza uno dall'altro, un convergere di azione, suspance e sentimento che costituiscono un unicum indossolubile, dando una organicità al film che lascia stupefatti.
Ricky e Lap sono due giovani innamorati che lavorano entrambi nel locale gestito dal padre di lei, ex affiliato alla mafia, ora in meritata pensione.
Quando il vecchio padrino tornerà a farsi vivo chiedendo a zio Cheung, il padre di Lap, un ultimo favore, l'uomo non potrà tirarsi indietro; le cose andranno male, Ricky costretto a scappare nelle Filippine, zio Cheung catturato dagli uomini del boss e Lap, corsa a pietire l'aiuto di un altro padrino, costretta a cedere al ricatto: la liberazione del padre in cambio di se stessa in vesta di amante del boss.

Il preventivato ricongiungimento nelle Filippine non avverà quindi e sei anni dopo Ricky , divenuto nel frattempo killer provetto, torna ad Hong Kong. Il destino rimette nuovamente i due (ex) innamorati uno di fronte all'altro e il tentativo di riannodare i fili col passato,in realtaà mai recisi, grazie anche all'aiuto del giovane Cheung , angelo custode di Lap nonchè platonicamente innamorato, scatenerà il finimondo.
Finale tragico e grandioso, con grande dispendio di pistolettate e con un braccialetto d'oro, emblema di quell'amore, che il giovane Cheung tiene tra le mani.
Ferocia e lealtà, amore diperato e incompiuto e vendetta solcano la pellicola regalando momenti di cinema a tratti commovente ( la scena di Cheung che bacia Lap davanti al fidanzato sul molo al momento della partenza è insieme struggente e quasi comica); non c'è nulla in questo film che non funzioni a dovere: regia grandiosa, riprese frenetiche, ritmo sempre al top, fotografia eccellente (Christopher Doyle che fa le prove per Wong Kar-wai), musiche sempre in tono con la narrazione, una sintesi perfetta che pone My heart di diritto tra i capolavori del cinema hkese, oltre a mostrarci la bravura immensa di Patrick Tam.
La storia di un amore tribolato e disperato va ad intaccare, nobilitandola, una struttura consolidata che è quella del noir, col risultato di assistere ad una storia che ondeggia spasmodicamente tra scatti di violenza e momenti di pathos altissimi, sempre sostenuta da uno stile pulito ed essenziale.
Oltre alla bella Joey Wong, un giovane Tony Leung , apice platonico del triangolo amoroso, si mette in luce dando l'impulso determinante ad una importantissima carriera.
Chiunque voglia conoscere un po' del cinema hkese non può non vedere questo film , insieme a pochi altri, vera opera imprescindibile.

4 commenti:

  1. Questo ce l'ho da tempo in attesa di essere visto! Ne ho sempre sentito parlare molto bene, e vedo che lo confermi anche tu...

    RispondiElimina
  2. Sì Christian, vale decisamente la visione: è uno di quei film che possiedono un valore "storico" oltre che artistico, un po' come è stato per The killer.

    RispondiElimina
  3. O come "A better tomorrow"... Allora non me lo perderò, visto anche che ho un debole per le atmosfere del cinema di Hong Kong degli anni ottanta... ^^

    RispondiElimina
  4. Sicuramente è molto HKese in quanto ad atmosfera , quindi credo ti piacerà.

    RispondiElimina

Condividi