giovedì 15 luglio 2010

Triangle ( Tsui Hark , Ringo Lam , Johnnie To , 2007 )

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Geni all'opera nell'esercizio stilistico

Operazione geniale e arditissima: tre leggende viventi del cinema made in Hong Kong impegnate in una staffetta cinematografica intorno ad unica storia, ognuno coi suoi sceneggiatori; il genio di Tsui Hark , Ringo Lam e Johnnie To votato alla causa dell'arte filmica in una stimolante pellicola che rifulge di fascino.
Naturalmente l'organicità del film non può non risentirne, troppo diversa è l'impronta che i tre danno al proprio segmento, ma al contempo è questo l'aspetto che affascina maggiormente: la ricerca dello stile come imrponta indelebile, un film da marchiare col proprio credo cinematografico.
Tsui Hark apre la storia con i fenomenali primi cinque minuti che srotolano sul tavolo le matasse da riannodare e rimettere al proprio posto: una scena buia , visi appena visibili, pioggia che scroscia all'esterno del bar dove tre squattrinati sull'orlo della bancarotta cercano una via d'uscita alla loro condizione, un misterioso personaggio che lascia in pegno uno strano oggetto , prova del suo architettato piano.
Ringo Lam regala azione, movimento, lo sviluppo della storia con scene frenetiche tra automobili sgommanti, triadi che mettono il becco e una strana cassa da trafugare.
Quando tutto sembra ormai apparecchiato per un  routinario finale, Johnnie To riesuma il film , ormai morto e sepolto, affidandosi alla straordinaria bravura di Suet Lam che, nelle vesti di un gommista imbroglione completamente fuso di testa, funge da deus ex machina per un finale frenetico dallo stile inconfondibile  e ricco di humor come solo To sa fare.
Al di là dell'aspetto puramente narrativo, ovviamente il film vive sull'esercizio stilistico che i tre registi mettono in piedi, risultandone un divertito confronto che vuole essere un semiserio compendio del cinema Hkese: ed è questo il motivo che rende il film godibile nel suo omaggiare senza retorica e senza pomposità, anzi con umorismo e sarcasmo, una cinematografia tra le più prolifiche, anche se il risultato finale , dal punto di vista strutturale e della narrazione, può lasciare qualche perplessità.
In questa fantasmagorica passerella ovviamente non potevano mancare , oltre al citato Suet Lam, Simon Yam, Louis Koo , Sun Honglei, Kelly Lin e Lam Ka-Tung, tutti pezzi pregiati della cinematografia HKese, nonchè abituali attori preferiti dei tre registi.
Film , a prescindere, imperdibile per chi ama il cinema di Hong Kong: troverà pane per i suoi denti e momenti  che faranno strabuzzare gli occhi.

3 commenti:

  1. Film interessante proprio per le differenze nell'approccio dei tre registi (ognuno dei quali ha lavorato con un proprio sceneggiatore e una propria troupe, e si vede: il mood dei tre segmenti è parecchio diverso). Johnnie To si conferma il più creativo e il più imprevedibile, ma non mancano bei momenti anche negli altri due pezzi (per esempio la scena nella prima parte in cui i tre personaggi, non fidandosi l'uno dell'altro, si fotografano con i cellulari).

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  2. Non sapevo di questa collaborazione a 3...devo scaricare questo film, come sai adoro To e sto cominciando ad apprezzare Hark (quello di Honk Kong ovviamente, non l'orribile regista che è diventato all'arrivo in America).

    PS: mi sono permesso di citarti nel mio blog nella lista delle nomination del premio Ardos...

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  3. @ Christian: indubbiamente l'idea è geniale , il risultato forse non eccelso, ma rimane pur sempre un film godibile. D'accordo sul segmento ideato da Johnnie To, grandiosa la trovata del Suet Lam psicopatico che fa riprender quota al film aprendo un lunghissimo finale che è tutto farina del sacco del regista. Oltre la scena che citi te, ho trovato bellissmo anche l'incipit condotto da Tsui Hark nel buoi del bar.

    @Monsier : sono tre grandissimi, ognuno a modo suo, il primo Tsui Hark è grandissimo e anche Ringo Lam ha fatto la storia del cinema di HK.
    Ti ringrazio per la nomination,sei stato gentilissimo.

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