martedì 3 agosto 2010

Darkness ( Jaume Balaguerò , 2001 )

*****
Tanta tensione con poco costrutto

Che Jaume Balaguerò sia regista di talento e di grandi capacità visive è opinione ormai diffusa e consolidata, sarebbe però il caso che lo dimostrasse con sceneggiature e storie di una certa sostanza, altrimenti la sua indubbia bravura rimane  confinata a quella dei registi che riescono a fare le nozze coi fichi secchi.
Questo Darkness , così come le prove successive, è film che faticosamente si trascina , ma nonostante ciò riesce a creare un clima di tensione grazie alle trovate del regista che mescola bene il già visto con le citazioni e le situazioni di genere con i colpi di scena immancabili.
Una casa che da subito pullula di raimiana memoria fa da protagonista e da teatro alle gesta della consueta famigliola che ignara (o immemore del passato) pensa di aver trovato la dimora dei sogni ed invece si trova sprofondata in un incubo, una resa dei conti da troppi anni rimandata in cui esoterismo e riti sacrificali attendono di sprofondare il mondo nell'oscurità. Il passato torna a bussare alla porta , a chiedere quel conto che un atto di codardia (o di pietà) ha lasciato in sospeso: ed è un passato fatto di fantasmi incavolati per il loro inutile sacrificio di un tempo.
Come detto, la casa come fulcro e ricettacolo del terrore è argomento tra i più trattati nel Cinema, però non basta riempirla di spettri e presenze inquietanti per renderla veramente viva e pulsante, capace di incutere reale paura: Balaguerò tenta questa operazione con indubbia bravura tecnica , ma il risultato non è di quelli che esaltano, così come dipingere un mondo sul punto di cadere preda delle forze dell'oscurità assomiglia troppo ad una trovata di facile presa; se a ciò aggiungiamo una certa confusione nella narrazione, il risultato complessivo non rifulge, nonostante tensione e colpi di scena siano ben congegnati e dimostrino come la mano del regista c'è ed è anche valida.
L'impressione finale è quella di un regista che non voglia finire con tutti e due i piedi nella palude del cinema di genere e che sul più bello si discosti un poco per non perdere l'aura di geniale autore enfant prodige (ormai ex) del cinema spagnolo. 
Con i recenti Rec e Rec2 sembra avere abbracciato con più decisione il genere horror con venature di splatter annesse ed i risultati sono stati in certo senso validi, qui in Darkness l'oscillare tra la spettacolarizzazione hollywoodiana e il rimanere fedele al suo clichè di autore crea un ibrido che non convince, tensione a parte.

4 commenti:

  1. Momenti di tensione ci sono vero, ma il film nel suo complesso è piuttosto mediocre; e se Balaguerò fosse solo un gigantesco bluff?

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  2. Mah, un bluff probabilmente no: sa girare bene, muove le immagini con sapienza e la sua mano si vede sempre; certo da qui a definirlo un grande regista ce ne vuole...

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  3. Ho idea che si sia creato una sorta di strano connubio tra il regista e certa critica che lo porta a misurare molto i suoi lavori per non perdere l'etichetta di "talento" che gli è stata affibbiata: non ricordo lavori di Balguerò che abbiano lasciato a bocca aperta per lo stupore artistico.

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  4. Possibile quanto dici, e non sarebbe nemmeno il primo caso: la mia idea è che sia un po' sopravvalutato, ma la stoffa del buon regista c'è.

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