mercoledì 25 agosto 2010

District 9 ( Neill Blomkamp , 2009 )

Giudizio: 7.5/10
Alieni a Johannesburg ( ...e non ditelo a Bossi )

La grande nave aliena fluttua immobile sopra Johannesburg , tralasciando per una volta i più sfruttati cieli americani; ferma lì da tempo, senza segni di invasioni o di armi pericolose; è giunto quindi il momento di farvi irruzione e controllare: alla vista dei prodi assalitori e di chi guarda la scena sembra quella di uno dei tanti barconi della disperazione ; esseri alieni simili a grossi gamberi in stato di privazione assoluta vengono quindi deportati in una zona limitata e sottoposti a ferreo controllo.
Visto dall'alto il Distretto 9 sembra una Soweto aliena, neri e bianchi , oppressi e oppressori di ieri, uniti contro gli alieni che  distruggono e creano caos, barricate, violenze, bande armate fanno tremare la città, i cartelli "vietato ai negri" lasciano il posto a quelli "vietato agli alieni". Dopo 20 anni il governo decide di spostare il milione e mezzo di alieni altrove in un lager lontano dalla città e affida l'operazione ad una multinazionale che ha ben altri interessi: appropriarsi della tecnologia delle micidiali armi aliene e tentare di farle funzionare anche in mano umana.

Un incipit simile, dalla grande forza metaforica ed evocativa di tragedie ancora freschissime, attrae subito l'attenzione di chi guarda il film, così come l'impianto narrativo, un po' documentario, un po' raccolta di immagini proveniente da qualsiasi fonte, un po' notiziario, introduce con forza nelle vicende narrate.
Quello che segue è il racconto di come un mezzo cretino raccomandato guidi lo sgombero, di come entri accidentalmente in contatto con un liquido che ne causa ben presto mutazioni genetiche e di come quella mistura altro non sia che una sorta di fluido magico che dovrebbe permettere agli alieni di far ripartire la loro astronave e prender il largo verso lidi sicuri.
Ben presto lo stucchevole comandante delle operazioni diverrà oggetto di studio e interesse per la multinazionale , intravvedendo in lui la soluzione per l'uso delle armi aliene, lui che al posto di una mano ha già una bella chela che riesce a far funzionare le armi letali.
Il passaggio da idiota ad eroe solitario e pentito sarà breve, l'alleanza con alcuni alieni che mostrano una evoluzione tecnologica e cognitiva stupefacente anche, ed il patto scellerato è pronto: la fuga per gli alieni in cambio del ritorno alle sembianze umane. Gran finale con armi ipertecnologiche che sembrano uscite dai manga, sacrificio inevitabile e un tocco di romanticismo e di speranza.
Film dal ritmo sempre sostenuto, che parte come una grandissima parabola contro xenofobia e razzismo , che grida forte per ricordare come le lezioni del passato non siano state ancora apprese e che man mano scivola nel film d'azione più classico ,con gli inevitabili e necessari eccessi americaneggianti (il solito colonnello guerrafondaio e infame, le frasi ad effetto) ricchi di effetti speciali in cui il regista è ultra specializzato, per concludersi con un'avviso subliminale (ma non tanto) a diffidare dalla manipolazioni dei soliti burattinai , mossi da scopi di lucro e di potere.
Indubbiamente il regista scrive una pagina nuova del cinema di fantascienza, non rivoluzionando nulla, semplicemente utilizzando al meglio stereotipi e metodi ben consolidati , condendoli con un certo rigore etico e politico che fanno della pellicola un film che , alla resa dei conti, travalica il genere.
Il risultato più bello è quello di mostrarci degli orridi esseri (ma neppure tanto alla fine) che hanno luce negli occhi e che sanno ispirarti simpatia e compassione.
Cattiva notizia: sequel previsto per il 2012.

7 commenti:

  1. per me un ottimo film, forse non rivoluzionario ma decisamente originale

    il sequel però temo che potrebbe essere facilmente una ca**ata

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  2. all'uscita dal cinema, con un amico, ripetevamo "umani di merda!".
    a me mi ha coinvolto molto, una piccola grande metafora dei nostri tempi.
    sono del tutto d'accordo che è una pellicola che travalica i generi.
    qui la fantascienza è lo strumento, io credo, per esprimere e rendere il "messaggio" più chiaro, più forte, più spettacolare.

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  3. @Marco : vero niente di rivoluzionario, in quanto a canoni, ma sicuramente qualcosa di nuovo nel suo genere. Sul sequel ho i tuoi stessi timori.

    @Ismaele: che l'aspetto metaforico ed etico sia presente nel film non c'è dubbio alcuno ed averlo trasmesso con un film di fantascienza senza ricorrere a luoghi comuni e boiate simili è sicuramente un gran pregio.

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  4. se debbo essere sincero, a me il film non ha entusiasmato; parte bene , ma poi mi sembra diventi il solito film scappa e spara, tecnicamente bello, ma come ce ne sono molti.

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  5. sì, baobab, ma non è solo quello: ed è ciò che lo contraddistingue dai film di fantascienza; qui c'è un occhio che scruta certi mali ormai inveterati dell'umanità

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  6. Già tremo e temo per il sequel. Questo invece mi è piaciuto veramente moltissimo. La scena con l'alieno che dalla spazzatura "costruisce" un fiore ce l'ho ancora negli occhi.

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  7. L'emotività espressa dagli alieni , pur mantendendo quel ripugnante di fondo, è uno degli aspetti più riusciti del film. Sul sequel, purtroppo, credo che dovremo rassegnarci.

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