mercoledì 11 agosto 2010

Exes ( Martin Cognito, 2006 )

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Meglio fare porno?

Che Martin Cognito provenga dall'ambiente del cinema hard francese lo si intuisce chiaramente dalla esuberanza visiva , che questo poi significhi sapere girare un buon thriller di qualità è tutt'altra cosa, ahimè. Exes , ove si escluda una certa originilità nelle ambientazioni, è film noioso, privo di una sceneggiatura, che goffamente si arrovella intorno a personaggi che sono la materializzazione di un lavoro letterario. Come poi il libro si incastri con la storia è cosa che sfugge totalmente e peggio ancora un finale quasi inspiegabile non regala un minimo di chiarezza, sufficiente almeno a render intellegibili le intenzioni del regista, il quale ,da parte sua, a parte qualche simpatico sprazzo di grottesco, non fa nulla per dissolvere le nubi fitte
Due strani personaggi ,muta lei, pelato lui e tendente al travestitismo ,girano per la città ammazzando secondo le direttive di un racconto di cui sono i protagonisti; spesso giacciono ignudi in maniera contemplativa , riservando trattamenti da film porno sadomaso ai poveri malcapitati che gli capitano sotto; sulle loro tracce una coppia di detective alquanto improbabile, lui in sdrucito impermeabile alla Colombo con vistose e perenni macchie di sangue e capelli da wrestler, lei  faccia stralunata capace solo di farsi fregare la pistola dal feroce pelato.

Quando sulla scena irrompe la creatrice dei due personaggi (un uomo? una donna? un travestito? chissà...) il caos è totale e quel minimo di filo logico di cui all'inizio c'era una parvenza, scompare del tutto.
Le suggestioni da scrittore che diventano realtà? La finzione e la realtà che si sovrappongono? L'amoralità e l'eccesso? Forse in questo confuso intreccio di tematiche risiede la volontà del regista di creare un thriller che thriller non è e che suscita solo sbadigli e qualche risata per non piangere.

2 commenti:

  1. Concordo in pieno: a parte qualche boutade, è veramente un film che non dice assolutamente nulla, difficile capire anche solo dove vuole andare a parare.

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  2. Vero baobab, ancora adesso io non ho capito seppur minimamente il senso di questo film.

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