venerdì 13 agosto 2010

Xiao Wu - Artisan pickpocket ( Jia Zhang-ke , 1997 )

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L'esordio di un grande regista


Sin da quello che viene considerato il suo debutto alla regia, Jia Zhang-ke butta sul piatto della bilancia del cinema la sua  vena poetica e la sua capacità di girare film veri , in cui lo scorrere della vita di tutti i giorni , osservata, ripresa e registrata quasi con intento neorealistico, fa da sfondo e da asse portante alle sue storie.
In Xiao Wu, rigorosamente girato con attori non professionisti, come ci tiene bene a precisare alla fine del film, ambienta le vicende nella provincia natale dello Shanxi, zona in cui vita rurale e cittadina creano una commistione , che ancora sul finire del secondo millenio, donava un aspetto da perfetto cinema neorealista, lontano , apparentemente, anni luce del modello occidentale che nel frattempo si affermava nelle grandi città. Ma sotto la cenere dell'apparente tradizione della Cina rurale, cova la fiamma dell'impulso alla corsa al denaro, all'arricchimento, al crearsi una nuova identità imprenditoriale e al conformismo capitalista, ma Xiao Wu, ladruncolo borseggiatore che sbarca il lunario rubando, sembra resistere a questa febbre , scoprendosi però solo, isolato, confinato ai margini, persino dai vecchi amici nonchè compari che si dimenticano addirittura di invitarlo al matrimonio.
Seguiamo quindi il ragazzo nel suo processo di disadattamento, ranchiuso nel suo essere introverso e taciturno, da cui cerca di affrancarsi grazie all'affetto di una prostituta, anch'essa però alla ricerca dell'adeguamento al nuovo per lasciarsi il passato alle spalle.
Ripudiato anche dalla famiglia, a Xiao Wu non rimarrà altro che la gogna pubblica che chiude il film, momento di grandissima drammaticità e amara poesia.
La presenza quasi ossessiva della Tv, il continuo sottofondo di rumori da strada, i lunghi silenzi con la macchina da presa che a 360 gradi scruta lo spazio, le strade polverose, una descrizione di una società in balia di eventi tumultuosi anticipano già quello che sarà lo stile e le tematiche  del regista negli apprezzatissimi film successivi.
Il personaggio di Xiao Wu diviene quindi l' emblema di una resistenza al conformismo di stampo occidentale che avanza e di conseguenza la sua emarginazione, vissuta nella solitudine e nell'incapacità di saper trovare una comunicazione con il mondo che cambia e che si trasforma.
Quello che già si fa ammirare in Jia Zhang-ke è la grandissima capacità di sapere coniugare e fondere in un unico livello l'aspetto intimistico e personale del protagonista con la veduta più ampia su una società che, scossa dalle fondamenta, mostra dei pericolosi segni di alienazione e di disagio, che altro non sa fare che fermarsi a guardare con indifferenza un ladruncolo da quattro soldi ammanettato ad un palo della luce.

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