domenica 5 settembre 2010

Respiro ( Emanuele Crialese , 2002 )

Giudizio: 8.5/10
Respiri di grande Cinema


Lavoro pluripremiato qua e là per i festival europei, Respiro di Emanuele Crialese è film dalle profondissime radici italiche che sprigiona grande Cinema: i retaggi pasoliniani e rosselliniani emergono prepotenti nella struttura dell'opera, donandogli un fascino e una poesia inusitate per il cinema italiano del terzo millennio.
Una Lampedusa aspra e affascinante fa da sfondo alla storia di Grazia, una giovane donna madre di tre figli e sposata con un pescatore, esempio tipico di disadattamento all'ambiente e al territorio; il suo spirito libero, costretto nel gretto e tradizionalista ambito dell'isola, non trova altro sfogo che non siano le canzoni di Patty Pravo urlate a squarciagola e il bagno nuda nel mare cristallino; la donna esprime il suo stato d'animo in maniera primordiale tra un momento di euforia , uno scatto d'ira e un gesto inconsulto, apparendo da subito come l'elemento disturbante nelle abitudini di vita isolane.

In seguito all'ennesimo gesto istintivo, impregnato di alta drammaticità, il marito e la famiglia al completo decidono che è giunto il momento di portarla a Milano per farla curare da "un medico bravo"; Grazia regirà con la fuga, fiancheggiata dal figlio maschio più grande , l'unico che sembra avere una certa sintonia col disagio materno, che la nasconderà in una grotta. Le ricerche di tutta la comunità non avranno esito e la donna verrà data per morta, fino alla festa di San Bartolomeo, in cui alla luce dei tradizionali falò sulla spiaggia, un finale quasi fiabesco e ambiguo mette fine alla storia.
Forse solo Pasolini avrebbe potuto concepire un inizio film come quello di Respiro e forse solo Rossellini avrebbe saputo raccontare di un paesaggio così ruvido e della lotta dell'uomo con esso: sono i primi respiri di grande cinema che vengono in mente, in un film bellissimo, in cui Crialese non cede alle immagini-cartolina, anzi indugia su certi aspetti squallidi dell'isola (le discariche a cielo aperto, gli scheletri di cemento figli dell'abusivismo edilizio), analizza la vita di una comunità ristretta cui concede , saggiamente, l'uso del dialetto siciliano, immerge la figura di Grazia in questo contesto donandole le stigmate del personaggio pronto a fare esplodere l'ordine quotidiano e che al contempo soffre della sua frustrazione. L'anelito di Grazia è superiore anche all'amore filiale e a quello per il marito, è un respiro di vitalità in un abbandono desolante o forse è solo un desiderio di fuga da una realtà monotona e grigia, nonostante il mare azzurro.
Il personaggio disegnato da Crialese è splendido, drammatico nella sua forza vitale repressa e tragico nel suo disperato correre su due binari fin quasi alla follia e Valeria Golino si presta benissimo al ruolo, evidenziando con grande bravura l'inquietudine della donna.
Nonostante l'apparente intimismo, il film sprigiona veramente un grandissimo respiro (tanto per giocare col titolo): quello delle storie che colpiscono perchè raccontate con semplicità e poesia; per fortuna stiamo parlando di un autore italiano che ancora permette di tenere accesa la fiamma della speranza, entrando di diritto in quella piccola cerchia di registi nostrani capaci di donarci grande Cinema.

5 commenti:

  1. Concordo sulla grandezza di Crialese come cineasta, tra questo e Nuovomondo per me ha sfornato delle pellicole indimenticabili. La Golino poi qui è forse alla sua interpretazione migliore.

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  2. E' davvero un film unico. che non ti dimentichi.
    Merito di Crialese, indubbiamente, ma sembra un film toccato dalla grazia, nel quale tutto gira a dovere, la storia, gli attori, l'ambientazione, Pasolini e Rossellini sembrano davvero gli "ispiratori", mi ricorda anche le pagine di Morante, che spesso racconta piccole isole e i suoi abitanti, magnificamente.

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  3. Alessandra: non sono un grandissimo estimatore della Golino, però qui è veramente brava; Nuovomondo è in cantiere, presto ti farò sapere.

    Ismaele: appena iniziato il film ho pensato subito a Pasolini, sembrava veramente il suo spirito a guidare la mano di Crialese; vero, ha la forza descrittiva e poetica delle pagine dei grandi narratori.

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  4. Ho trovato poco coraggioso il finale che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, però il film è splendido veramente.

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  5. Più che amaro in bocca , l'ho trovato quasi mistico, onirico e assolutamente non chiarissimo come qualcuno ha detto.

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