giovedì 21 ottobre 2010

Angeli e demoni ( Ron Howard , 2009 )

Giudizio: 4/10
La solita caccia al tesoro tra simboli e chiese

Tre anni dopo Il Codice da Vinci l'accoppiata Dan Brown-Ron Howard torna alla ribalta con questo film che cinematograficamente si pone quasi con un sequel, mentre dal punto di vista letterario è precedente: particolare comunque di scarsa importanza visto che tra i due lavori non esiste praticamente alcun nesso , se non una struttura narrativa abbastanza simile che se nella prima occasione regalava qualche spunto interessante, in questo secondo episodio risulta assolutamente deficitaria.
Se l'intenzione era quella di raccontare una storia di fantascienza-fantapolitica, il risultato è alquanto scadente, se poi invece all'interno del polpettone si voleva inserire una riflessione su fatti storici e religiosi, il fallimento è addirittura clamoroso, vista l'incredibile sequela di errori, falsità storiche grossolane e imprecisioni insite nella pellicola.

Quella che dovrebbe essere la linea guida del film , il confronto tra fede e razionalità scientifica, appare superficiale e confusa, oltre che intrisa di ovvietà e retorica, essendo ben presto , all'interno delle vicende, sovrastata dalle presunte trame che scuotono il Vaticano e che minano le fondamenta della sua autorità religiosa.
Stavolta il professor Langdon è chiamato , nei giorni del conclave, a risolvere una drammatica situazione che vede la fantomatica setta degli Illuminati , mai presente a Roma e storicamente assolutamente priva di alcun rapporto col Papato e con la Chiesa, lanciare una guerra santa contro il Vaticano in nome di una presunta superiorità della ragione sulla fede.
Ovviamente le cose non sono così semplici: dietro agli eventi si nasconde un complotto che trova la sua sede all'interno dell Stato Pontificio e il professore americano, cimentandosi in un'altra grottesca caccia al tesoro sulla base di simboli che vede ed interpreta solo lui, scorrazzando per Roma da una chiesa all'altra, cerca di fermare la mano che arma l'assassino prima che la catastrofe si abbatta sulla Chiesa, sui fedeli e sulla città di Roma.
Finale con colpo a sorpresa tanto per donare un po' di verve e morale che vorrebbe dimostrare la compatibilità fede-scienza.
Se Il Codice da Vinci qualche momento di suspance lo donava nella rincorsa alla simbologia dei segni sacri, questo Angeli e Demoni fa spesso e volentieri sbadigliare profondamente, soprattutto perchè manca quel minimo di sostanza che stava dietro al precedente lavoro; lo scorrazzare di Langdon tra S.Pietro e altre Chiese romane appare quasi grottesco, alla ricerca di segni contenuti nella solita frase oscura carpita dalle pagine di un testo di Galileo; le trame oscure , costruite su assurde basi, non appassionano e le uniche cose che risultano interessanti sono certe immagini di Roma e la ricostruzione di alcuni luoghi (vietati al regista dal Vaticano); per il resto l'anticlericalismo dell'illustre accoppiata  è meno pungente che nel lavoro precedente e la presunta convergenza tra la razionalità atea della scienza e fede religiosa fa quasi ridere , anche alla luce delle recenti polemiche relative al Nobel per la medicina.
Insomma l'operazione è chiaramente fallita su tutti i fronti: da quello filosofico a quello thrilleristico, da quello cronachistico a quello di denuncia; a poco servono la buona interpretazione di Tom Hanks che appare sicuramente più a suo agio rispetto a Il Codice da Vinci e quella di Stellan Skarsgard nel ruolo del capo delle guardie svizzere a risollevare un film che delude su tutti i fronti.

4 commenti:

  1. Ma poi riescono ad arrivare in pochissimi minuti, sottolineo minuti, in auto, sottolineo in auto, a Roma, sottolineo a Roma, da un quartiere all'altro!!! Per non parlare del fatto che è assurdo che uno studioso come Langdon non conosca il latino...

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  2. Ma infatti Alessandra, ho volutamente omesso le fesserie al limite del ridicolo di cui è infarcito il film , ci sarebbe voluto un post lungo 1000 righe, ma soprattutto quei segni (quasi sempre frecce di angeli e simili) che indicano la chiesa, tappa successiva della caccia al tesoro, sono assolutamente assurdi in una città in cui ci sono più chiese che case.

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  3. Brutto, bruttissimo anzi: come giallo vale poco , niente tensione, assurdità ben oltre la fantascienza, di gran lunga peggiore de Il codice da vinci che già era una mezza fesseria.

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  4. Concordo in pieno; se non altro Il codice da Vinci seguiva una sua logica suffragata da qualche elemento discutibile, ma comunque reale; qui siamo all'invenzione pura spacciata come verità.

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