lunedì 25 ottobre 2010

If i want to whistle, i whistle ( Florin Serban , 2010 )

Giudizio: 8/10
Il sacrificio per la redenzione

Dopo avere riscosso unanime successo di critica all'ultima Berlinale nonchè l'Orso d'argento del gran premio speciale della giuria, If i want di Florin Serban entra anche tra i possibili candidati all'Oscar in rappresentanza della cinematografia rumena , molto fertile e qualitativamente valida da alcuni anni a questa parte.
Sfruttando uno stile che sembra quasi mutuato da quello dei fratelli Dardenne, Serban racconta una storia semplice di galera e redenzione interiore che fotografa la condizione giovanile in un paese dilaniato dalle separazioni famigliari figlie di una emigrazione selvaggia che ha colpito la Romania da diversi anni a questa parte.
Silviu è un diciottenne che tra pochi giorni lascerà la galera anche grazie alla sua buona condotta, ma la notizia del ritorno della madre dall'Italia dove era emigrata otto anni prima e l'intenzione di questa di portarsi via il fratello minore, recidendo così l'ultimo legame affettivo che il ragazzo nutre, lo getta nello sconforto e una seppur così vicina liberazione non è sufficientemente vicina da permettergli di impedire la partenza del fratello.
L'incontro-scontro con la madre , sotto gli occhi del fratello, nel parlatoio del carcere è un momento durissimo e di grande cinema: da un lato una donna che vede solo nella vita in un altro paese la salvezza da una condizione drammatica, dall'altra un ragazzo che intravede per il fratello un'esistenza segnata dalla solitudine e dall'abbandono al seguito della donna troppo uguale alla sua e che lo ha segnato in maniera indelebile.
E' una lotta titanica la sua che lo porterà a gesti estremi pur di scongiurare la partenza del fratello , anche a costo del sacrificio personale.
Film girato con una lucidissima essenzialità, con la macchina da presa che bracca da vicino il protagonista, If i want si lascia vedere con sempre maggiore coinvolgimento, risultando non solo quasi uno studio antropologico ma anche un racconto di speranza e di redenzione con l'occhio asettico ad una condizione sociale a quanto pare piuttosto comune in Romania.
Ne risulta un ritratto umano bello e tragico , in cui il protagonista non sa affidarsi a null'altro che non sia la forza della disperazione per cercare di cambiare il corso degli eventi ed il giovane attore George Pistereanu è una lietissima sorpresa grazie alla sua convincente interpretazione.
Anche Serban, regista giovane e che dimostra sapienza da vendere, si inserisce nella schiera di registi del nuovo cinema rumeno che sta offrendo sempre più frequenti prove degne di nota.

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