sabato 13 novembre 2010

Love in a puff ( Pang HoCheung , 2010 )

Giudizio: 7/10
Amore tra le nuvole di fumo


Ci voleva il brillante ingegno di uno degli autori HKesi più bravi, nonchè più giovani, per mettere in scena un racconto  che nelle mani della stragrande maggioranza degli altri registi sarebbe diventato un concentrato di ovvietà e fastidiosi moralismi.
Dal 2007 anche ad Hong Kong il divieto di fumo è stato esteso non solo all'interno dei locali pubblici, ma anche in strada, lasciando ai fumatori solo dei piccoli spazi dove poter alimentare il loro vizio.
Partendo da questa nuova situazione, applicata, pare , con estremo rigore dalle autorità, Pang ci racconta la storia di questi manipoli di inveterati fumatori, che , provenienti dai luoghi di lavoro si ritrovano, durante le pause, come carbonari intorno al posacenere : l'atmosfera è veramente quella di una accolita a metà strada tra il reietto e il rivoluzionario in cui si crea una solidarietà che dura 10 minuti , fino al termine della ricreazione che disperderà nuovamente la masnada.
Da questi punti di aggregazione effimeri estrae i personaggi di Jimmy e di Cherie che si conoscono intorno al posacenere, si sintonizzano sulla stessa lunghezza d'onda e passano dall'amicizia quasi adolescenziale all'amore, tutto raccontato con una leggerezza propria delle commedie brillanti, con un tocco che avvicina molto al miglior Woody Allen newyorkese, in cui i fitti dialoghi che spesso strappano la risata (a volte amara) donano quel senso di logorrea irrefrenabile che tanto piace al Maestro newyorkese.
Tutto il film veleggia su un onda leggera in cui la storia raccontata trova nell'intimismo e nell'impalpabilità il suo indubbio punto di forza, dando l'impressione di assistere ad un film che si mantiene fedelissimo ai canoni del genere con grandissima efficacia.
Pang è regista che già ottimi lavori ha sfornato, nei quali, pur affrontando tematiche spesso più corpose, ha sempre dato prova di un gran senso della commedia, condita da una sarcasmo e da una cattiveria graffiante; stavolta il film rimane molto più legato al filone brillante, quasi un film leggero verrebbe da dire, ma che nella costruzione scenica, nell'ambientazione HKese pregevole e nell'accompagnamento musicale mostra l'indubbio talento del regista.
La nuvola di fumo che perennemente accompagna i protagonisti diviene una sorta di piacevole simulacro cui, tra chiacchiere, panzane e risate, nessuno è disposto rinunciare, almeno fino a quando la scelta del lasciare da parte l'effimero e mettersi a fare le cose sul serio non emerge prepotente.
Soprattutto va lodata la scelta del regista di non lanciarsi in polpettoni moraleggianti fustigatori dei costumi che cozza pesantemente con il divieto ai minori di 18 anni imposto in patria per il troppo fumo presente nella pellicola e alla difficile distribuzione che ha incontrato il film per i medesimi motivi.
Peccato per chi non potrà vederlo, perchè il film vale la pena e, nonostante Pang lo avesse messo in cantiere durante una pausa nella realizzazione di Dream Home , probabilmente anche per risollevare le casse prosciugate, quel richiamare a certa commedia brillante ne fa un lavoro assolutamente valido in cui almeno 3-4 scene sono veramente da antologia (su tutte quella in cui i due, colti a fumare in un giardino pubblico, si fingono giapponese e coreana per non essere multati)
Bravi i due attori principali,  Miriam Yeung e Shawn Yue, che ben sanno calarsi nei due personaggi che iniziano la loro storia d'amore intorno ad un posacenere e la suggellano in una scena finale assolutamente fantastica.

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