lunedì 22 novembre 2010

Uomini che odiano le donne ( Niels Arden Oplev , 2009 )

Giudizio: 6.5/10
Il cuore nero della famiglia


Liberamente tratto (ma neppure tanto) da uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni, il film scandinavo Uomini che odiano le donne si presenta come il classico thriller, in cui tensione e colpi di scena si alternano improvvisi ,come prevedono i canoni del genere, con una trama  che almeno inizialmente getta solo una messe di piccoli indizi che poi, seguendo le orme dei due detective improvvisati, debbono essere rimessi al loro posto.
Un giornalista che ha voluto chiedere troppo a se stesso, spulciando negli affari di un magnate svedese e temporaneamente a riposo, si ritrova con una giovane hacker pasicolabile, ad indagare sulla scomparsa di una giovane rampolla di una potente famiglia dell'alta borghesia avvenuta 40 anni prima: ad assoldarli è il vecchio zio della scomparsa convinto che la giovane sia stata uccisa da qualche membro della sua stessa famiglia in occasione di una riunione del clan sull'isola dove molti componenti possiedono la propria dimora.
Il percorso investigativo si fonde con l'incontro di due personalità a modo loro al limite, tormentate da esperienze di vita diverse  che hanno lasciato il segno e che ci regalano una figura , quella di Lisbeth, bella e molto cinematografica.
In un susseguirsi di colpi di scena,  rivelazioni più o meno casuali, indizi gettati sullo schermo alternati a momenti di stanca, a volte troppo prolungati, si giunge a scoperchiare la pentola e a gettare l'occhio su un concentrato di bassezze e di malvagità come poche volte ci è dato di vedere, tutte ben nascoste nelle pieghe di un nucleo famigliare che somiglia tanto ad un microcosmo in cui le dinamiche si compenetrano senza lasciare spazio a spiegazioni logiche.
L'indubbio fascino scandinavo dell'ambientazione cupa , figlia di un certo dogmatismo, unito ad una sgradevole morbosità di fondo in cui la cattiveria sa essere veramente estrema e senza appelli, costituiscono l'aspetto più bello e valido della pellicola che per il resto si avvale dello stile tipico del thriller classico.
Probabilmente qualche caduta di tono di troppo e qualche scelta addirittura fastidiosa (il carnefice della giovane Lisbeth) impediscono al film un livello di eccellenza che per altri aspetti indubbiamente c'è, ed anche il guardare nel profondo di una classe sociale alto borghese-industriale che è stato nutrimento per le idee naziste e che ancora oggi sembra nascondere troppi scheletri negli armadi, sembra più una scelta di campo un po' forzata pur avendo il suo nocciolo di verità e di denuncia.
Tecnicamente il film si lascia apprezzare anche perchè ben sorretto da una paesaggio bellissimo molto ben fotografato e comunque come thriller fa la sua parte in maniera egregia.
Bravi i due protagonisti Michael Nyqvist e soprattutto Noomi Rapace, una faccia che può dare molto al cinema.

5 commenti:

  1. Concordo, non mi dispiacque.
    Non ho però visto gli altri 2 episodi della trilogia, ma ho letto brutte recensioni.

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  2. La critica è stata severissima con gli altri due episodi, però come sempre , farò finta di nulla e li vedrò.

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  3. Questo film è bello, come thriller e come ambientazione , ma effettivamente gli altri due sono stati una grossissima delusione, sembrano entrarci veramente poco con questo

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  4. Non vorrei sbagliare ma cambiano anche i registi negli episodi successivi ? Magari li hanno curati meno confidando nel successo del primo...

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  5. Beh dovrò comunque vederli gli altri due anche se temo fortemente la fregatura.

    Vero Bruno, gli altri due li ha diretti Daniel Alfredson e credo soccombano alla dura legge dei sequel.

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