martedì 21 dicembre 2010

13 (Gela Babluani , 2010 )

Giudizio: 5.5/10
Il remake che delude


Quando nel 2005 il giovane regista franco-georgiano diresse 13 Tzameti, la critica rimase folgorata dalla cristallina bellezza del film, che mostrava in maniera evidente il forte influsso della Novelle Vague francese in una storia durissima, quasi una cronaca della deriva umana sotto forma di un gioco sanguinoso e spietato.
Cinque anni dopo il medesimo regista cede alle lusinghe americane e dirige un remake, ambientato nel gelido Ohio, che sconfessa in maniera pesante il lavoro originario.
Pur mantenendosi fedele alla storia ( il giovane Vincent che rimane impelagato in un gioco clandestino a colpi di pistola dietro al quale scorrono fiumi di denaro), purtroppo ne smonta gran parte della struttura che sta alla base della narrazione, introducendo la stucchevole tematica tutta americana del bisogno impellente di denaro che spinge l'uomo a tutto.
Addirittura siamo nel solito dramma famigliare fatto di malattie costosissime da curare che funge da spinta per il bravo ed onesto Vincent ad infilarsi in un vicolo buoio e senza uscita, così come alcuni degli altri partecipanti al gioco hanno il tipico vissuto alle spalle che risulta fin troppo tagliato su misura.
Anche la regia che tanto era magnifica nello splendido bianco e nero originale, zoppica non poco, creando un clima ed una ambientazione in cui il barocco e il kitsch prendono il posto del tenebroso, terribile e angosciante, quello che creava tensione e sgomento qui genera quasi fastidio e noia ( la luce che si accende e da il via al gioco, il giudice di gara, una ridicola macchietta).
Insomma, quello che nel lavoro originale sembrava veramente una metafora del degrado umano, qui sembra troppo artificiosamente costruito offrendosi ad un gusto e a tematiche troppo americaneggianti, distantissime dal secco studio antropologico tutto francese che arrichiva 13 Tzameti.
Operazioni simili sono sempre piuttosto discutibili e soprattutto , spesso, votate al fallimento; 13 non è film brutto in assoluto, ma per chi avesse visto il lavoro originale di Babluani rimarrà molo deluso.
Consiglio vivissimo: vedere prima questo e poi l'originale, probabilmente si apprezzeranno meglio entrambe le pellicole.

4 commenti:

  1. non l'ho visto, ma di certo non scalpito.
    l'originale mi aveva lasciato a bocca aperta, semplicemente stupendo. i soliti rimaneggiamenti di sceneggiature, di cui parli, tipicamente hollywoodiani per i quali non esiste spiegazione che non sia legata al Dollaro, lo renderanno una sagra del già visto.
    speriamo solo che Babluani non faccia la fine di Aja.

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  2. Indubbiamente per chi ha visto 13 Tzameti è una grossa delusione (ampiamente prevista tra l'altro): sembra quasi un film girato da due diversi registi di talento ben diverso.

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  3. E basta con questi remake, che nel 99% dei casi (una delle poche eccezioni è stato Scorsese con "The departed") sviliscono l'opera originale anche quando a realizzarla è lo stesso regista! Il film originale era stato una piacevolissima sorpresa. Di questo non sapevo nemmeno l'esistenza...

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  4. Purtroppo ero stato facilissimo profeta, quando seppi la notizia del remake e con notevole spirito masochistico non mi sono perso la visione.
    Ora sia chiaro, il film non è da buttare via completamente, la sufficienza stiracchiata la merita, ma si inserisce senza gloria in quel cinema dozzinale che non dice nulla di trascendentale.

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