domenica 9 gennaio 2011

Boat people ( Ann Hui , 1982 )

Giudizio: 9/10
La piccola storia della disperazione umana


Attraverso il reportage di un fotografo giapponese che già tre anni prima aveva immortalato la liberazione del Vietnam da parte dei Vietcong , Ann Hui racconta una storia che, al di là delle feroci polemiche politiche che seguirono il film, ha ben poco di politico, essendo invece una scrupolosa e attenta descrizione della condizione della popolazione durante gli anni seguenti il conflitto.
Laddove la regista inserisce spunti che potrebbero sembrare come denuncia di un sistema sanguinario, lo fa senza calcare la mano, descrivendone soltanto la loro fenomenologia, quasi con gli occhi di un cronista.
Seguendo il viaggio del fotografo, cui il regime assicura assitenza, protezione e libertà di movimento, vediamo la povertà che opprime, l'utopia di una società felice spazzata via da campi di rieducazione mascherati da comunita agricole, le ferite profonde inferte sul fisico e sull'anima degli abitanti, rivoluzionari compresi, corruzione e violenza, viste però , sempre, con un occhio che guarda all'aspetto umano e molto poco a quello della propaganda; e siccome Ann Hui è regista dalla grandissima sensibilità , capace di raccontare storie molto "umane", il risultato è di quelli notevoli, in cui la sofferenza umana diventa poesia e in cui alcune scene di altissima durezza e drammaticità appaiono più come poemi tragici grondanti sangue.
La figura del fotografo, immortalata in uno splendido finale in una drammaticità quasi grottesca, diventa l'occhio dell'osservatore esterno che dapprima vuole raccogliere le immagini che raccontino la storia e poi in quella stessa storia si vuole calare come protagonista , quasi come un surrogato di padre per i ragazzini rimasti orfani.
La regista non risparmia però momenti che spiazzano , riuscendo comunque a tirare fuori anche da quelli atmosfere bellissime (si pensi alla agghiacciante scena dello spoglio dei cadaveri appena fucilati in cui brandelli di una umanità ridotta all'abbrutimento si comporta come gli avvoltoi), insinua il dubbio e la disillusione anche in chi quella guerra la vinse ( la figura riuscitissima dell'importante funzionario) e descrive con molta efficacia quel sottobosco che si muove nell'ombra in quei momenti storico-politici caotici.
Il risultato è un gran film , fra i migliori della cineasta HKese, diretto con maestria che riesce sempre, senza alzare la voce , a colpire il bersaglio, a volte molto duramente presentando una storia che si muove ai limiti della sopportazione umana in cui solo nel finale, si intravvede una piccola luce all'orizzonte.

2 commenti:

  1. Della Hui ho visto solo Visible Secret e confesso di non essermi entusiasmato (non che sia così male però).
    Ma vedo che da parte tua è parecchio apprezzata, sia per i film vecchi che per quelli più nuovi.
    Che sia io ad aver sbagliato film?

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  2. Quello che citi tu non l'ho visto , ma non ha avuto una critica favorevolissima; di sicuro Ann Hui è importante per il cinema di HK tanto quanto John Woo , soprattutto per il genere drammatico.
    Questo boat people è bellissimo, ma tra gli ultimi anche Night and Fog vale la pena decisamente; forse Martin non hai scelto veramente il film più giusto :)

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