lunedì 31 gennaio 2011

Heroes of the east [ Shaolin sfida Ninja ] ( Liu Chia-liang , 1978 )

Giudizio: 9/10
Scuola di arti marziali


Nello stesso anno in cui  dirigeva La 36° camera dello Shaolin, il grande Liu Chia-liang sfornava un altro caposaldo fondamentale della sua filmografia e del genere con questo Heroes of the east, grottescamente titolato Shaolin sfida Ninja nella versione italiana homevideo.
L'operazione che mette in piedi il regista è assolutamente geniale: sfruttando una trama semplice e lineare costruisce una sorta di compendio sulle arti marziali cinesi, in contrapposizione con quelle giapponesi, prestando grande attenzione all'aspetto tecnico e tralasciando quella trasposizione cinematografica carica di avversione ed astio verso la civiltà e le cultura nipponica, che ancora oggi (vedi Ip Man ) emerge in molte pellicole cinesi.
La storia, semplicissima, tratta del giovane Ah To che prende in sposa la giapponese Kung Zi secondo i classici canoni del matrimonio concordato e di convenienza; entrambi sono esperti di arti marziali e il confronto ,anche aspro, tra martito e moglie sulla supremazia di una cultura rispetto all'altra domina tutta la prima parte della pellicola, che il regista usa, con grande intelligenza per mostrarci le differenze tra le arti marziali cinesi e quelle nipponiche.
Una serie di equivoci porta il giovane a dover sfidare una schiera di maestri giapponesi esperti ognuno in una tecnica che sbarcano in Cina per affermare la supremazia giapponese.
La seconda parte del film è imperniata su una serie di combattimenti tra Ah To e i maestri in cui le tecniche sono mirabilmente messe a confronto.
Finale quasi ecumenico, dominato dalla morale che spesso i conflitti che scoppiano tra culture diverse sono semplicemente causati dalla scarsa conoscenza reciproca che genera pericolosi equivoci.
Ovvio che un film del genere è rivolto essenzialmente a chi delle arti marziali è appassionato, proprio perchè grazie all'assenza pressochè totale di trucchi cinematografici, quello che vediamo sono veramente rappresentazioni di arte marziale, eseguiti da veri esperti e maestri, ed il risultato occorre dirlo è veramente notevole sia coreograficamente che tecnicamente. Naturalmente elencare le varie tecniche ed armi utilizzate esula da una recensione, ma i punti di interesse storico e tecnico sono infiniti e fanno di questo lavoro , oltre che uno spettacolo straordinario, quasi un manuale visivo.
Qualche difettuccio sparso c'è: ad esempio la figura di Kung Zi appare un po' sacrificata soprattutto nella seconda parte , dopo che nella prima si impone assolutamente per grazia e per ostinazione, così come i combattimenti che occupano la seconda metà del film fanno cadere in secondo piano il travagliato matrimonio tra i due giovani, conseguenza della distanza culturale che li divide.
Nel complesso però siamo di fronte ad un lavoro fondamentale e bellissimo, in cui il regista , seppur in una piccola ma strordinaria parte, lascia il suo segno anche come attore ( e maestro); Gordon Liu offre una interpretazione splendida, mostrando enormi capacità tecniche nei combattimenti unite ad una grande spontaneità interpretativa;Yuko Mizuno nel ruolo di Kung Zi, soprattutto nella parte iniziale, tiene testa magistralmente a Gordon Liu dimostrando anche una buona conoscenza della arti marziali.

2 commenti:

  1. Un classico, senza dubbio. Da un punto di vista registico ne preferisco forse altri (Dirty Ho, ad esempio). Però questo Shaolin vs Ninja lo rivedo sempre volentieri! :) ciao, c

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  2. Beh questo però ha il pregio di essere veramente un compendio delle arti marziali, Dirty Ho è ricco invece di quell'aria da commedia; rispetto alla regia, per pronunciarmi dovrei rivederlo.

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