mercoledì 26 gennaio 2011

La fiamma del peccato ( Billy Wilder , 1944 )

Giudizio: 9/10
Il primo noir di Billy Wilder


Dopo anni  e anni  e migliaia di film noir visti, rivisitare La fiamma del peccato di Billy Wilder offre una ulteriore conferma, ammesso ce ne fosse bisogno, della grandezza del film , autentico capostipite del genere, impreziosito dalla magnifica sceneggiatura di Raymond Chandler ( e si vede tutta) e da una regia talmente perfetta che sembra quasi impalpabile.
Al di là dello script assolutamente straordinario, il film offre un modello di ambientazione e di scelta narrativa che aiutano alla perfezione il coinvolgimenrto dello spettatore in un clima torbido, oscuro, rassegnato.
La scelta del racconto flashback con la frequente voce fuori campo dell'assicuratore Walter Neff, sicuramente contribuisce a dare forza al testo, avendo quasi l'impressione di stare a leggere un libro di Chandler, dove compaiono tutti i cardini del cinema noir : la dark lady biondissima e fatale Phyllis, corpo da angelo ripieno di marciume che ostenta la sua catenina alla caviglia che stordisce e ammalia l'assicuratore Walter Neff, avida di denaro e di attenzioni, l'assicuratore intrappolato nella rete con la seduzione e il miraggio del denaro, la passione violenta che esplode tra i due, l'assicurazione da incassare mettendo in atto il delitto perfetto, il terzo incomodo, Barton Keyes, amico e collega di Neff che con fiuto professionale sente odore di bruciato, il delitto studiato e messo in opera minuziosamente, il dramma finale in cui illusioni e passioni vengono bruciate in un attimo.
Tutto immerso sublimamente in un ambiente per lo più buio, quasi ad armonizzarsi con le caratteristiche dei personaggi, interni appena attraversati dalla luce, dialoghi secchi con parole che suonano tetre come sentenze, un vortice quasi infinito di follia e di fallimento nel quale si muovono i tre protagonisti principali, magnificamente interpretati da Barbara Stanwick ,la cui sensualità è pari solo alla pietà che si prova per lei nel finale, Fred MacMurray, nel ruolo della vittima designata che racconta la sua sconfitta e Edward G. Robinson nella parte di Barton Keyes, personaggio a metà tra il grillo parlante ed il mentore.
Billy Wilder dirige con la maestria che gli è universalmente riconosciuta, confermando come un capolavoro possa contenere sempre quella forza universale che lo rende moderno e archetipo allo stesso tempo.

4 commenti:

  1. Una piccola curiosità, questo è il film preferito da Woody Allen da ragazzino, lo ripete spesso nelle sue interviste.

    Come non essere d'accordo con questa recensione ? A breve ne parlerò anche da me, sto cercando di parlare di tutto i film di Wilder...

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  2. Non ricordavo questo particolare di Woody Allen, grazie per l'informazione Bruno.
    Bella impresa quella di prendere di petto Wilder :)

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  3. Si, Woody diceva fosse il più bel film americano di tutti i tempi. Comunque sono sempre sorpreso del numero di capolavori girati da wilder (tutti di genere diversissimin tra loro per altro). Splendida l'atmosfera che pervade tutto il film, e la scena dell'omicidio che avviene fuori campo con la macchina da presa fissa sul volto sorridente della dark lady di turno. Magnifico. E aggiungo: più che il primo noir di wilder, si tratta del primo noir della storia del cinema (una sorta di precursore, poichè poi il noir spopolò una decina d'anni dopo La fiamma del peccato).

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  4. Indubbiamente Wilder è uno di quei registi che hanno scritto la storia del Cinema; questo poi , come giustamente fai notare tu, è un precursore del suo genere, ma nonostante ciò assolutamente moderno.

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