giovedì 3 febbraio 2011

Avatar ( James Cameron , 2009 )

Giudizio: 6.5/10
Gioia per gli occhi


Film evento della stagione passata, generatore di schieramenti pro e contro neppure si trattasse di un nuovo vangelo apocrifo, Avatar del regista-kolossal James Cameron è film che va visto, comunque.
Superando una certa ritrosia che inevitabilmente si insinua in chi guarda con occhio sospettosissimo il kolossal americanoide, la visione della pellicola genera svariate riflessioni.
La storia , assolutamente, streotipata nei suoi canoni ( buoni contro cattivi, redenzioni catartiche, ipertecnologia contro natura spirituale) si presta a diverse interpretazioni, piccoli-grandi semi lanciati sul pianeta blu di Pandora, gemme che crescono nelle quasi tre ore del film fino a sviluppare metafore chiarissime , alcune delle quali abusate neppure poco: la cupidigia dell'uomo, la vandalica mancanza di rispetto verso la natura, l'armonia planetaria perennemente attentata e sconvolta da atti insensati e violenti, la protervia verso il "diverso", ma anche l'amore che valica razze e milioni di anni luce di distanza, l'iperecologismo eletto a ragione di vita ed esistenza.

Questo interessante crogiuolo si mescola in continuazione nella narrazione, approfondendosi a vari livelli, ma non riesce a spostare in maniera significativa quello che alla fine risulta essere l'essenza di questo lavoro: un film a metà tra il fantasy e la fantascienza classica, magnificamente giocato su piani cinematografici tecnologici strabilianti, che inevitabilmente, oltre ad una robusta serie di presumibili sequel, fungerà da modello per molta cinematografica di genere.
I tentativi di Cameron di portare la narrazione su binari tematici universali in buona parte fallisce, vuoi per il consueto manicheismo eccessivo cinematografico americano da cui pare impossibile svincolarsi, vuoi per il coinvolgimento empatico che comunque lo spettatore prova da subito verso quegli strani esseri blu, alti tre metri e con gli occhi da felini e verso quelle creature animali che popolano il pianeta, vuoi per alcune scelte dozzinali effettuate dal regista in sede di struttura narrativa ( la metafora della natura che si ribella nel finale per spostare le sorti della battaglia finale, stimolata dalle preghiere e dalle invocazioni ,sembra più un espediente di facile presa).
Sta di fatto che il film alla fine nel suo complesso si vede piacevolmente, scorre bene , a dispetto della lunghezza, ma solo per la sua ottima fattura e per la semplice storia che racconta, non certo per i tentativi del regista di filosofeggiare su tematiche difficili, spesso abusate e sulle quali è arduo riuscire a dire qualcosa di nuovo e valido.
L'attesa ora è per il sequel e per vedere se nell'arco di un decennio, o giù di lì, avremo un'altra saga da metterci alle spalle.


2 commenti:

  1. io sono tra quelli che l'hanno odiato
    anche visivamente mi dà fastidio :)

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  2. Beh oddio se una grande qualità ha è quella di essere un film visivamente molto bello, costruito utilizzando al meglio le tecnologie più avanzate.
    Come ho detto nella recensione i due schieramenti che si sono creati tra chi lo loda e chi lo odia mi son parsi quasi fideistici, fermo restando che se ad uno il film non piace liberissimo di esprimerlo :)

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