giovedì 10 marzo 2011

Lola ( Brillante Mendoza , 2009 )

Giudizio: 9/10
Le nonne , pilastri di una umanità sommersa


Lola in lingua tagalog significa "nonna" , ed il titolo del film di Brillante Mendoza non poteva essere diverso essendo due vecchie nonne le straordinarie protaginiste di una pellicola tanto bella quanto originale, forte di quella narrazione che trova nella descrizione incalzante della realtà , nei suoi contorni più sfumati il motore portante.
Due anziane donne unite da una morte: Sepa, il cui nipote è stato assassinato per futili motivi , che cerca di racimolare i soldi per un funerale dignitoso, Puring, il cui nipote è l'assassino, che cerca disperatamente i soldi da offrire alla famiglia del morto affinchè non procedano con l'azione penale (le strane leggi filippine...).
Sullo sfondo, ma drammaticamente e violentemente in risalto, c'è Manila, i suoi quartieri stracolmi di sporcizia e di poveracci, i suoi tifoni, l'acqua stagnate, il vento e la pioggia, la delinquenza, i crocifissi usati come amuleti, la simbiosi tra il sacro e il forte impulso alla superstizione.

In questa quadro le due nonne si muovono trascinando la loro vita sulla quale poggia anche quella di un universo fatto di sfaccendati, parlatici, ragazzini chiassosi, autentiche colonne di una famiglia disgregata anche dalla violenza che domina la città.
Sepa e Puring assurgono al rango di eroine mitologiche, contrapposte sì , ma alla fine molto più vicine di quanto possa apparire, consce del loro ruolo titanico di salvatrici di un nucleo famigliare  di cui sono riferimento unico e assoluto.
Su questo impianto narrativo Mendoza impone la sua capacità di fare cinema: macchina in spalla, piano sequenza infiniti, personaggi braccati, scrutati fin nelle loro rughe più nascoste, il frastuono senza fine di Manila in perenne primo piano che testimonia il caos e la vitalità della città e dei suoi abitanti: è una full immersion documentaristica in cui c'è spazio per tutto dagli scippi ai funerali, dai chiassosi uffici alle strade sporche su cui sfrecciano lussuone auto, un contrasto in continuo divenire che lungi dall'avere un connotato moralista si pone come pura descrizione in cui non manca la poesia.
E poi c'è la straordinaria capacità di Mendoza di carpire immagini vere, senza filtro, a volte fugaci, prive quasi di interventi tecnici, immagini che sconvolgono per la loro drammatica bellezza (il quartiere sull'acqua dove vive nonna Sepa, la magnifica scena del corteo funebre sull'acqua).
E' un lavoro che rimarrà impresso negli occhi per tanto tempo, come tutti quelli in cui c'è la poesia della vita quotidiana, raccontata nel suo divenire, senza orpelli, senza retorica, lasciando scorrere le immagini  e i suoni.
Brillante Mendoza dimostra di essere un grandissimo cineasta che fa della sua scommessa cinematografica la ragione di esistere di questo lavoro: come i fratelli Dardenne, racconta senza ipocrisia e senza veli la realtà di una umanità sommersa nella palude di un paese di enormi contrasti: il risultato è uno dei film più belli degli ultimi anni in assoluto, di quelli che a pieno diritto si possono fregiare del titolo "capolavoro".

2 commenti:

  1. addirittura capolavoro?
    beh, allora potrebbe essere interessante anche se dal trailer pescato in rete non è che mi ispiri più di tanto...

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  2. Ammetto di conoscere poco o nulla di questo regista filippino (ma metterò riparo), ma questo film è di una bellezze sconvolgente. Non mi fideri molto dei trailer, io personalmente non li guardo mai

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