domenica 12 giugno 2011

Don't go breaking my heart ( Johnnie To , 2011 )

Giudizio: 8/10
La rana, le vetrate e il trio

Il ritorno di Johnnie To alla commedia romantica , altra faccia del credo cinematografico del Maestro HKese, regala un film godibilissimo, molto bello per taluni aspetti fondamentalmente legati alla regia, che pone un'altra pietra nella costruzione di un rapporto cinematografico assai complesso tra la cinematografia dell'ex colonia britannica e quella cinese: Don't go breaking my heart infatti vuole essere un lavoro che faccia breccia nel pubblico mainlander, pur mantenendo, pregio indubbiamente notevole, caratteristiche che non snaturano i concetti che sono alla base del cinema di Hong Kong.
To, insieme al fidato Wai Kai Fai qui in veste di produttore e sceneggiatore, dirige un lavoro che si inserisce a pieno titolo nel solco delle commedie romantiche leggere e lo fa con la bravura che ben conosciamo riuscendo a suscitare divertimento (che non significa sguaiata ridancianeria) grazie ad un ritmo ben calibrato e a delle curiose ed efficaci trovate che sono anzitutto di regia ma che si riflettono sulla struttura narrativa dell'opera.

E' la storia di un atipico e curioso triangolo amoroso , dove i vertici si confondono con i lati e dove fino alla fine l'equilibrio non raggiunge mai una stabilità apprezzabile.
Abbiamo una lei  ( Ching Chi Yan ) appena mollata dal fidanzato che lavora come analista finanziaria nel cuore economico di Hong Kong, abbiamo un lui (Sean Cheung ) CEO di una azienda finanziaria e indefesso donnaiolo che quando si ingrifa produce una epistassi, abbiamo l'altro (Kevin Fong ) architetto di successo caduto in disgrazia e ubriacone; la battaglia per conquistare il cuore di Chi Yan ha inizio in concomitanza della grande crisi finanziaria del 2008 e dopo un prologo di una abbondante mezzora, troviamo il secondo round tre anni dopo, quando Sean è diventato il capo di Chi Yan e Kevin è tornato, grazie alle attenzioni della ragazza di tre anni prima e grazie alla salvifica presenza di una rana, a progettare grattacieli futuristici in giro per la Cina.
La battaglia, sempre raccontata con delicatezza e ironia, sembra non avere mai fine, con la donna indecisa fino alla fine tra il capo donnaiolo e l'architetto dai modi gentili.
L'epilogo, in cui ,ahimè, si affacciano , per fortuna molto fugacemente, elementi americaneggianti, metterà fine alla vicenda col sorriso sulle labbra.
La grande maestria di Johnnie To, che fa di questo film  una eccellente commedia, sta nella scelta di rappresentare i personaggi quasi fossero chiusi in gabbie di cristallo, facendoli comunicare, con sistemi che spesso strappano il sorriso: attraverso le enormi vetrate dei grattacieli che metaforicamente si ergono, probabilmente, ad ostacolo ad una piena interazione tra gli individui, mediante telefonate e videochiamate, retaggio forse di una integrazione tra Hkesi e cinesi non pienamente portata a termine (la ragazza è originaria di Suzhou); sta di fatto che con questa trovata il regista amplifica lo spazio a dismisura , come solo lui sa fare, e crea più di una situazione che produce  malintesi e gaffe che condiscono il racconto.
Inoltre la presenza della rana, autentica protagonista del film e la consueta rassegna di personaggi minori ottimamente riusciti ( il collega e superiore di Chin Yan- altra grande prova di Suet Lam- ,la figura della nonna che passa come una meteora ma che lascia il segno, le numerose belle fanciulle ,cosce lunghe e tette abbondanti, che si muovono come oche giulive), unite a immagini di Hong Kong bellissime e colorate e di Suzhou, dove il film si chiude, e alla descrizone molto tenue ma che risulta efficace dei protagonisti, danno a questo lavoro i connotati del film che lascerà sicuramente il segno, anche in una prospettiva di distribuzione europea.
La prova interpretativa dei tre protagonisti è eccellente: Gao Yuan-yuan nel ruolo di Chin Yan è perfetta nel rappresentare l'indecisione  e la forte simpatia del personaggio, Louis Koo, ormai ufficialmente dotato del dono dell'ubiquità, nei panni di Sean, sa dare il giusto tocco da simpatico piacione  ed infine Daniel Wu, bravo nel sapere far emergere l'introversia e la gentilezza che domina in Kevin.

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