lunedì 20 giugno 2011

Monga ( Doze Niu , 2010 )

Giudizio: 8/10
Quando il destino è più forte della fratellanza

Il 2010 è stata una annata notevole dal punto di vista qualitativo per il cinema taiwanese, a conferma di una ritrovata vitalità, e , pur discostandosi come genere dai lavori più apprezzati     , Monga risulta senz'altro tra i più belli ed interessanti.
E' il tipico racconto di formazione di una gang giovanile nella Taipei dei tardi anni 80 che si affaccia nel mondo delle triadi  nel coloratissimo e vivace quartiere di Monga, dominato dal boss Geta, padre di uno dei cinque giovani della Prince Gang.
Mosquito è l'ultimo arrivato della banda, preso sotto la protezione degli altri quattro una volta che viene fatto mira delle prepotenze dei bulli della scuola.

Per il giovane la gang è anzitutto un affacciarsi alla vita, fino ad allora priva di amicizie e di slanci, con un padre morto e una madre legata in uno strano rapporto con un altro boss della zona.
Il patto di sangue tra i cinque che segna l'inizio della loro fratellanza li conduce ad assumere sempre più un ruolo preminente nella gang capitanata dal boss Geta, cui Mosquito guarda come ad un padre, attento come è ad insegnare l'onore e l'osservanza delle regole dettate dalla tradizione ai giovani, indispensabili per poter acquisire rispetto.
L'evoluzione della lotta tra gang, l'introduzione dei cinesi mainlander, lo scivolare verso una deriva in cui le vecchie regole appaiono  come inutili orpelli ,fa sì che  la  gang vada incontro ad una implosione drammatica che condurrà al tragico epilogo dove lo spazio per la fratellanza e per l'amicizia è troppo angusto.
Il film ,autentico fenomeno dell'anno a Taiwan dove ha surclassato al botteghino colossi quali Avatar, ha ricevuto molteplici riconoscimenti in numerosi festival che appaiono assolutamente meritati perchè di opera bella, ben costruita e ben diretta si tratta.
Attingendo a tematiche e ad atmosfere di certo noir HKese (Johnnie To su tutti) e americano, il racconto della maturazione dei giovani gangster si dipana lungo le quasi due ore e mezza del film in maniera lineare, con una prima parte in cui lo studio della personalità dei protagonisti è ben condotta, in cui domina più il tono da commedia, quasi si trattasse di un gioco spensierato, ed in parte lo è per i cinque ragazzi.
Nella seconda parte si entra di più nel cilma da noir classico con il corredo di tradimenti, manovre sotterranee, presa di coscienza che non di gioco si tratta ma di sopravvivenza che passa attraverso l'applicazione legge del più forte e la caduta degli ideali e delle tradizioni che la lotta per il potere conduce con sè. In questa parte il film mostra qualche balbettio che sembra farlo arenare ed uscire da un buon ritmo, ma nel finale, drammatico e bellissimo riacquista quella vivacità espressiva che dominava nella prima parte.
Grazie ad una ambientazione vivacissima in cui Monga è descritta con grande palpitazione al punto da farla assurgere a protagonista per larghe parti della storia, Nui dirige un film semplice nel suo percorso narrativo, in cui sa ben disegnare i protagonisti nelle loro dinamiche interiori cui affianca figure minori tutte però vivide (il boss Geta, gli altri boss, la prostituta di cui Mosquito si innamora), li segue passo passo nel loro percorso formativo , facendo leva sull'onore, sulla tradizione e sull'amicizia che fungono da collante e che dettano le regole della vita di strada, fino alla presa di coscienza che il mondo dei gangster è una giungla nella quale bisogna sempre essere i più forti per portare a casa la pelle.


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