sabato 9 luglio 2011

City on fire ( Ringo Lam , 1987 )


Giudizio: 8/10
Quando l'amicizia supera le barriere

Sulla scia di A better tomorrow, lavoro di John Woo che aprì la strada all'action movie HKese, Ringo Lam costituisce la coppia Chow Yun-fat - Danny Lee ,che troverà due anni dopo in The killer la sua apoteosi, per dare vita ad un noir dalla scrittura semplicissima , sostenuto da una regia che fa dell'essenziale il suo perno principale.
L'ambiente che diverrà in seguito paradigmatico di tanti film di genere è quello classico: polizia, infiltrati, banditi, donne di contorno prese in mezzo da un meccanismo che non possono arrestare, luci e suoni che sembrano derivare da certi lavori gangsteristici americani degli anni cinquanta, quando non direttamente da Melville, il tutto amalgamato dalla costante tematica dell'amicizia virile che in questo caso travalica i ruoli.

Da una parte l'infiltrato in una gang di rapinatori spietati sempre più roso dai dubbi sulla sua esistenza e pungolato dal rimorso per aver procurato la morte di un bandito di cui era diventato amico, dall'altra il gangster spietato per necessità che porta su di sè il marchio di una famiglia sempre  vissuta (e morta) grazie al crimine, che sa di non avere altra strada da percorrere e che diventa il migliore amico dell'infiltrato, l'unico che sembra offrirgli qualcosa laddove la polizia sembra voltargli le spalle e la fidanzata lo abbandona stanca delle interminabili attese.
Nel rapporto tra i due protagonisti si snoda tutta la vicenda, tra bui  night bar, sparatorie, fughe, rapine, confidenze ,scene cariche di azione e la consueta punta di melò che non guasta.
Si respira una aria pervasa dal senso dell'onore e dalla fratellanza, capaci di travalicare anche le barriere che oppongono la legge da una parte e i gangster dall'altra.
Il lavoro di Ringo Lam sa essere duro e cupo nella maniera giusta, sa ben alternare l'azione e i momenti intimi, non eccede in spettacolarizzione, risultando le scene sempre coerenti col concetto di violenza necessaria e ineluttabile che sembra essere il marchio di fabbrica del cinema HKese di quegli anni; la pellicola regala anche momenti che grazie alla citazione tarantiniana sono divenuti imprescindibili nella storia del cinema: la scena carica di tensione in cui i criminali sopravvissuti alla rapina si ritrovano a puntarsi la pistola in faccia l'un l'altro in una sorta di disperata resa dei conti, è totalmente trasposta ne Le Iene, così come un po' tutta l'atmosfera del film ha influenzato Tarantino nella sua opera prima.
Danny Lee e Chow Yun-fat reggono benissimo il ruolo, formando una coppia che poco tempo dopo troverà una consacrazione planetaria, esordio per Carrie Ng nelle parti della fidanzata insoddisfatta del poliziotto infiltrato; tutti e tre ricevettero riconoscimenti, insieme alla regia , negli HK Awards di quell'anno, a dimostrazione del grandissimo successo che il lavoro ebbe in patria.

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