mercoledì 5 ottobre 2011

Police story ( Jackie Chan , 1985 )

Giudizio: 8/10
Jackie Chan, one man show

Quando nel 1985 Jackie Chan diresse Police story aveva 30 anni, era nel pieno della sua efficenza fisico-atletica, veniva da una lunga serie di lavori del genere kung fu movie e si andava affermando come una star a livello planetario.
L'intuizione di Police story, film che apre la porta non solo ad una lunga serie di sequel, ma anche quella della contaminazione burlesca tra commedia e action movie, ha fatto sì che il lavoro diventasse in breve un capostipite del genere di cui ancora oggi si riesce ad apprezzare l'onda lunga creativa.
Il film di per sè è di una semplicità disarmante: storia tipica e ben conosciuta, azione portata al parossismo e one man show con Chan che non solo dirige (film , azione e stunt), interpreta, coreografa , ma si erge ad assoluto mattatore nel più classico stile del mattatore inarrivabile.

L'essere il centro magnetico di tutta l'opera, come avverrà svariate volte negli anni a seguire, esalta le doti di Jackie Chan portando a risultati che a ben vedere vanno anche oltre il reale valore del film stesso, che, come detto, altro non è che la solita storia di poliziotti, gangster, loschi traffici,vite in bilico, tradimenti ed onestà violata.
Quello che catapulta il film nella storia del Cinema è il suo tentativo di coniugare un cinema popolare brillante con una storia in cui convivano botte, cazzotti e inseguimenti, con una vena di drammatico mai troppo penetrante ma che da al film un andamento oscillante; per far ciò il regista gioca tutte le carte su stesso, dimostrando di sapere essere non solo capace di virtuosismi atletici e fisici impressionanti, ma di sapere anche cambiare maschera al suo volto passando dal buffonesco e cialtrone della prima parte al volto macchiato di sangue da cui traspare il dramma personale.
Questo aspetto diverrà, ancor più che per i lavori di genere sulle arti marziali, il marchio di fabbrica indelebile di Jackie Chan portandolo alla meritata fama e ai riconoscimenti e non è un caso che per dare nuova linfa alla sua carriera splendida abbia scelto quasi venti anni dopo New Police story per dimostrare a chi ancora lo riteneva una sorta di pagliaccio funambolo le sue grandi doti interpretative, magnificate in maniera quasi commovente nel bellissimo e recente Little big soldier.
Va da sè che comunque il film rimane un pellicola del genere action anche perchè Chan non ci risparmia proprio nulla: un catastrofico inseguimento in macchina attraverso una baraccopoli nella scena iniziale, inseguimenti su autobus attaccandosi ad esso con un ombrello (scena celeberrima), scazzottate a ritmo vertiginoso, specchi infranti, macchine distrutte fino ad un finale eccessivo nel suo parossismo e nella sua distruzione ambientato in un grande magazzino; tutte scene e momenti che troveranno nei quasi trenta anni seguenti numerose citazioni negli action movie HKesi.
Siamo , insomma, di fronte ad un lavoro che ha aperto nuove vie , che ha segnato quel percorso di commistione di stili e di generi che tanto ha regalato negli anni a venire al cinema dell'ex-colonia.
Nonostante il centro gravitazionale del film sia Jackie Chan non va passata in sordina la presenza di Brigitte Lin , nel ruolo della testimone da proteggere, e di una giovane e paffutella Maggie Cheung, agli albori della sua carriera , nel ruolo della fidanzata del poliziotto.

3 commenti:

  1. Un film piacevolissimo, fra i migliori Jackie Chan di sempre! Le gag con Brigitte Lin in camicia da notte e quelle con Maggie Cheung in motorino sono impagabili, e il combattimento finale nel centro commerciale è da vedere e rivedere più volte.

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  2. Vero, il film vive di momenti in cui si respira divertimento inarrivabile, il fatto che sia tra i lavori più citati ancora oggi è testimonianza della sua importanza nel genere.

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  3. Complimenti per il bellissimo blog!

    Gran film comunque, il mio preferito di Jackie Chan. Un plauso a Jackie e a tutti gli stuntmen che qui hanno fatto cose al limite del possibile!

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