venerdì 13 gennaio 2012

The killer who never kills / 杀手欧阳盆栽 ( Li Fengbo , Jimmy Wan /李丰博 , 尹志文 , 2011 )

Giudizio: 6.5/10
Il killer benefattore

Altro lavoro taiwanese di grande successo in questo 2011 appena trascorso che ha confermato il buon momento cinematografico che sta vivendo l'isola-stato alle porte della Cina.
Come gran parte degli altri film che hanno sbancato i botteghini e che hanno attirato giudizi positivi da parte della critica, anche The killer who never kills si iscrive nel filone della commedia un po' romantica , un po' brillante e un po' nera nella quale si insinuano sprazzi di action movie e di dramma.
Il soggetto, tratto da un romanzo, è più che stuzzicante: un giovane killer che invece di portare a compimento l'omicidio che gli viene commissionato, rendendosi conto di come spesso la pena inflitta sia assolutamente spropositata con la malefatta, quasi sempre a carico di boss malavitosi, decide di dare una seconda chance, che significa una seconda vita, al malcapitato di turno: per la propria salvaguardia mette in scena il falso omicidio e sostituisce il cadavere con uno proveniente dall'obitorio, grazie alla complicità di un compare; siccome la cosa funziona nette in piedi pure una bella truffarella servendosi di una amica che crea identità nuove e di un assicuratore col quale fa stipulare al falso morituro una assicurazione.

Alla fine del gioco tutti contenti: il boss che crede di avere consumato la vendetta, il malcapitato che si ritrova con i soldi e una nuova identità non più mortifera e i compari che ci guadagnano sopra.
Naturalmente non sempre il meccanismo può filare liscio e se anche l'amore ci si mette di mezzo , le conseguenze possono diventare pericolose.
Fintanto che il film gioca sul lato nero della commedia funziona alla grande con momenti quasi esilaranti (il primo morituro, macchietta straordinaria, il Dott. Foreskin che conserva gelosamente tutti i prepuzi asportati nelle circoncisioni), ma quando il piano narrativo si sposta sul romantico-sentimentale o sul drammatico come fa nel finale perde molto dello smalto risultando ovvio e poco convincente.
Mantenere il filo narrativo su registri non semplici come sono quelli della commedia noir in cui si ironizza sui killer così tante volte idolatrati in certo cinema orientale non è semplice, ma per buona metà della pellicola questo avviene con vivace brillantezza, che travalica a volte nel ritmo da videoclip sincopato, anche grazie ad una carrellata di personaggi che bucano lo schermo ( il padre putativo nonchè maestro del protagonista, il boss emergente appena rientrato a Taiwan che si circonda di avvenenti e procaci guardie del corpo, alcuni dei malcapitati bersagli del finto-killer).
Peccato che quando la storia scivola su binari più convenzionali si perde molto del brio e del ritmo, cosa che conferisce al film una profonda discontinuità, vanificando però, almeno in parte, la più che buona prima parte.
Nel complesso è una prova abbastanza convincente e la pellicola si lascia gustare nelle sue parti più interessanti, così come buona è la prova degli attori, su tutti Eric Tsang nella parte del maestro professionale , ma anche di vita , del killer e Lin Chenzi, giù vista di recente in Jump! Ashin, che interpreta una delle "vittime" del killer di cui naturalmente si innamora.

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