mercoledì 1 febbraio 2012

Shower / 洗澡 ( Zhang Yang / 张扬 , 1999 )

Giudizio: 8/10
L'universo racchiuso in bagno pubblico

Dopo Sunflower, è questo probabilmente il più bel film girato da Zhang Yang, seconda prova da regista che ebbe grande successo sia al box office in patria che in giro per il mondo tra i vari Festival, dove riscosse anche diversi riconoscimenti ufficiali.
E' una storia semplice ma ottimamente costruita da Zhang e nella quale serpeggiano in maniera già ben strutturate le tematiche che il regista ha sempre sviluppato nei suoi lavori.
Il minuscolo micromondo di un bagno pubblico di Pechino gestito con passione e devozione dal Vecchio Liu insieme al figlio ritardato Erming è il centro di tutto il racconto: un piccolo universo un po' fuori moda e intriso di nostalgia nel quale i soliti vecchi clienti passano la giornata tra chiacchiere, battaglie tra grilli rigorosamente trasportati nelle loro gabbiette, problemi di vita quotidiana e con l'ombra minacciosa delle ruspe che spazzeranno via il vecchio e pittoresco quartiere per fare posto ai lussuosi centri commerciali.

L'arrivo del figlio maggiore di Vecchio Liu,Daming, emigrato a Shenzen in cerca di fortuna correndo dietro al sogno dell'arricchimento, riporta a galla vecchi rancori: il padre non ha mai accettato il "tradimento" del figlio, ma questa sarà l'occasione per rimettere le cose a posto, quasi silenziosamente, in un riavvicinamento fatto di piccoli gesti e di poche parole.
Costruendo il film su solidissime basi che hanno le fondamenta nella difesa tenace della tradizione, della famiglia e di un mondo che sembra distante anni dal vorticoso progresso che ha interessato la città, Zhang parla dei rapporti padre-figli, creando una netta dicotomia tra il divertito e fanciullesco cameratismo che lega il vecchio al figlio minorato e la delusione e il dolore per la scelta di vita fatta che uniscono con un filo sottile padre e figlio emigrato.
Tutto il film gira intorno ad un ambiente nostalgico, senza essere stucchevole però, anzi risultando coloratissimo e popolato di personaggi carichi di umanità e di simpatia: dai vecchi bisbetici che mal digeriscono le sconfitte dei propri grilli, all'aspirante cantante che solo sotto la doccia trova il coraggio di esibirsi in " O sole mio", dall'aspirante imprenditore in cerca di guadagno facile un po' imbroglione all'uomo che fugge dalla moglie rifuggiandosi nel bagno; e poi tutta una serie di piccoli gesti ripetuti con professionalità e con divertimento e le stramberie di Erming dietro le quali si nasconde una grande sensibilità.
Anche dove il film si addentra nei problemi sociali e nella visione di una Cina che cambia in maniera vartiginosa, nei problemi della malattia mentale, nella accanita difesa di una identità culturale minacciata e di un mondo che sembra scomparire trascinandosi dietro famiglie spezzate, Zhang lo fa sempre  con grande pacatezza e con toni misurati, col risultato di confezionare una pellicola che dietro ai toni da commedia cela riflessioni profonde cariche di umanità.
La prova dei tre protagonisti principali è assolutamente da incorniciare:Zhu Xu è un vecchio Liu che ispira tenerezza e simpatia con i suoi modi gentili , anche quando è percorso dal rancore per la scelta del figlio maggiore, Pu Cunxin che veste i panni di Daming con compostezza, richiamato dai legami di sangue ad una vita cui aveva voltato le spalle e soprattutto un grandissimo Jiang Wu , fratello del grande Jiang Wen, capace di pennellare un personaggio commovente come Erming

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