venerdì 15 giugno 2012

Crazy dinner party / 饭局也疯狂 ( Shang Jing / 尚敬 , 2012 )

Giudizio: 6.5/10
Agatha Christie in salsa cinese

Il secondo lavoro come regista cinematografico di Shang Jing, già regista del divertente My own swordsman, trasposizione cinematografica di una serie televisiva di successo ideata e diretta dallo stesso regista, nonchè sceneggiatore del sorprendente remake di Zhang Yimou del film d'esordio dei fratelli Coen Blood simple, è una commedia brillante con qualche sfumatura black che in alcuni punti sembra addirittura volere fare il verso ai film tratti dai lavori di Agatha Christie.
Una trama dai tratti fortemente slegati, come trappole lasciate qua e là sul percorso, in cui si muovono una serie di personaggi curiosi e improbabili che si ritrovano tutti, come nei migliori casi dell'ispettore Poirot, in un lussuoso ristorante dal nome celestiale "Il giardino del paradiso"; il proprietario tira avanti tra notevoli difficoltà economiche, camerieri, cuochi e personale vario si ribella e si dimette in massa perchè privi di stipendio da molto tempo.

Ma nello stesso giorno, quasi sospinti da una fato beffardo ma assolutamente non cieco, nel ristorante arrivano una serie di coloriti personaggi: un santone imbroglione e cialtrone con assistente plurigriffato e arrivista, una coppietta di futuri sposini, un improvvisato cuoco, una stangona con una valigia piena di soldi, una specie di spiderwoman, un divo del cinema di kungfu tormentato e un grande saggio alla ricerca dell'essenza della sinologia.
Questa accozzaglia di personaggi in effetti non arriva lì per caso: dietro ognuno c'è un disegno preciso e c'è pure un prezioso DVD da recuperare; tutto concorre a creare il classico clima da commedia degli equivoci che conduce ad una serie di situazioni intricate che si tingono di giallo, a gag, a malintesi fino alla conclusione stile poliziesco con tutti i sospettati in una stanza e con perfino un detective che indaga.
Sfruttando un canovaccio abbastanza utilizzato nel genere comedy in Cina, anche Crazy dinner party si affida molto alla forza dei personaggi e alla loro caratterizzazione, alle situazioni grottesche ( la cena prima del gran finale) oltre che a momenti di action divertenti (vedi la battaglia in cucina), si prende gioco di alcuni stereotipi tipicamente cinesi ( citazioni confuciane inventate, nuovi ricchi volgari e tamarri ), difettando però, ed è cosa da non trascurare, nel ritmo della narrazione che spesso zoppica, nonostante le trovate tecniche che il regista già sperimentò con successo in My own swordsman.
Anche qui probabilmente la mancata conoscenza delle sfumature linguistiche, anche dialettali, fa perdere forze un po' di brio ai dialoghi e alle gag verbali, però nel complesso il film si vede piacevolmente, sostenuto da una schiera di attori brillanti che non mancano certo di regalare le loro doti interpretative: Wei Fang, Bo Huang, Hua Liu e una conturbante Monica Mok sono bravi nel sostenere i loro ruoli e permettono al film di mantenere comunque un livello accettabile.

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