sabato 9 giugno 2012

Sukiyaki ( Tetsu Maeda , 2011 )

Giudizio: 6.5/10
In carcere ricordando il cibo

Si può sopravvivere in un carcere, tra ranci schifosi e ore interminabili, soltanto pensando per una volta l'anno al miglior pasto consumato nella propria vita? 
Per i protagonisti di Sukiyaki è proprio così:in galera per i motivi più svariati (risse, furti, percosse etc etc) ,in una sorta di rito iniziatico rigidamente gerarchico, si consuma l'ultimo giorno dell'anno il rito del racconto della loro migliore pietanza mangiata quando naturalmente erano fuori dal carcere; la graduatoria, gestita dal più anziano tra i detenuti si basa sul numero di deglutizioni rumorose che il racconto genera negli astanti; chi vince avrà la possibilità di scegliere i pezzi migliori del pranzo di capodanno, probabilmente l'unico appena decente che si serve nella galera.
Dietro ogni racconto con al centro una pietanza, quasi sempre semplice e popolare , non certo piatti da gourmet, si nascondono le storie dei personaggi: famiglia, amori, amicizie che fanno da contorno, ma in effetti ne sono il centro, del racconto gastronomico.

Pur vivendo e galleggiando chiaramente in atmosfere da tipica commedia brillante, riccamente infarcita di continue defecazioni e flatulenze (ma in carcere d'altronde cosa altro si può fare?), il film ha comunque la sua sottotraccia sentimentale che viene in superficie soprattutto nel finale e riesce a dare il meglio di sè in particolar modo nel tratteggio dei protagonisti, tutti, a modo loro, divertenti e ben delineati ,che spesso strappano risate anche in maniera intelligente e non solo grazie a situazioni becere e pecoreccie.
Nel complesso il film risulta godibile, senza eccessive pretese che non siano un divertimento tutto sommato intelligente e non chiassoso e che, elemento da non trascurare, evita con cura ogni accenno sociale alle condizioni del carcere: doveva essere film brillante  e così è stato, senza orpelli o sovrastrutture stonate.

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