lunedì 26 novembre 2012

The Sword Identity / 倭寇的踪迹 ( Xu HaoFeng / 徐浩峰 , 2011 )

Giudizio: 7.5/10
La filosofia del Wuxiapian

Opera prima di Xu HaoFeng, noto studioso taoista e scrittore di novelle sulle arti marziali, nonchè sceneggiatore e consulente di Wong Kar Wai per l'attesissimo The Grandmaster, lettura personale del regista di Ashes of Time di una delle figure leggendarie del mondo degli artisti marziali , Ip Man, al centro già di numerosi racconti cinematografici, The Sword Identity è opera che fa dell'innovazione e del coraggio narrativo, basato più sulla filosofia del wuxiapian che sulla tecnica di combattimento, il suo motore propulsivo.
Lasciando da parte combattimenti ed epica, melodramma e tecnica, Xu HaoFeng, fedele al suo credo filosofico, imposta il racconto prevalentemente sulla ricerca del profondo significato delle arti marziali, utilizzando quasi un approccio intimista che va in direzione opposta ai canoni consolidati del genere da tanti anni e tante opere di registi Hkesi e cinesi.

Flusso narrativo sempre molto ritmato dallo scorrere lento del tempo, improvvisi e rapidissimi combattimenti, aspetti psicologici e teorici sempre in primo piano, The Sword Identity racconta del tentativo di due guerrieri di affermare la loro tecnica di combattimento affinchè possano aprire una scuola di arti marziali, cui si oppongono i componenti della altre scuole per il semplice motivo che l'arma che i due utilizzano sembra una spada giapponese , bandita dalle leggi che regolano le scuole.
L'arma in effetti è molto simile alla katana , ma è il risultato di una invenzione di un generale cinese che decenni prima sconfisse i pirati giapponesi creando questa spada così simile a quella dei nemici.
Raccontando il tentativo di imporre l'identità di quella spada, Xu HaoFeng si affida a storie e personaggi sì classici per il genere, ma raccontati sotto una prospettiva originale, in cui l'intima essenza di ognuno di loro si confronta con le ferre leggi delle scuole marziali; non manca una vena di ironia sottile nel film, quasi una ricerca di demitizzare personaggi e atmosfere, ma in fondo al racconto c'è una visione molto cerebrale, filosofica appunto, che fa di The Sword Identity , unitamente alle scelte narrative, un film che tende a discostarsi molto dal genere classico del wuxia, quasi un ritorno ad un punto zero primordiale.
Potrebbe essere quello scelto da Xu un nuovo punto di partenza per un genere che, pur offrendo ancora lavori validissimi, sembra avere perso quella propulsività che Tsui Hark e compari avevano instillato coi loro lavori; semmai The Sword Identity sembra guardare più lontano, dalle parti di Ashes of Time , proprio per quella ricercata descrizione del tempo che scorre e delle pene umane che affiorano dal profondo della paludosa solitudine del guerriero.

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