domenica 17 febbraio 2013

The Guillotines / 血滴子 ( Andrew Lau Wai-Keung / 劉偉強 , 2012 )


Giudizio: 7/10
Ghigliottine volanti contro fucili

Dopo un lungo periodo di lavorazione, tra ritocchi alla sceneggiatura a più mani e lentezze produttive, vede la luce uno dei film più attesi degli ultimi anni: Andrew Lau regista e Peter Chan produttore formano una coppia che evoca più o meno recenti fasti cinematografici, motivo per cui l'attesa per l'uscita del loro lavoro era più che giustificata; a ciò si aggiunga che The Guillotines si serve anche del 3D e che il titolo del film richiama a classici della gloriosa Shaw Brothers , chiaro che le aspettative riposte nella pellicola erano consistenti.
La storia si inserisce nel filone dei film storico-epici, ambientata nella Dinastia Qing all'inizio del regno Qianlong che durerà 60 anni e che traghetterà la Cina verso la modernità spinto dalle innovazioni di origine occidentale che si andavano affermando nell'Impero.
Questa è proprio la motivazione per la quale il giovane Imperatore decide di mettere fine alla attività della squadra segreta delle Ghigliottine, un piccolo esercito semisegreto che si era occupato fino ad allora di eliminare gli avversari della corte mancese.
Inviati alla ricerca di Tianlang, ribelle di origini Han che difende gli oppressi, metà profeta , metà guerriero formidabile, i componenti delle Ghigliottine si troveranno presto tra due fuochi: i ribelli da un lato e le forze governative dall'altro che hanno il compito di annientarli.

Quando il gioco appare chiaro il film svolta nel suo registro principale, passando dal racconto di azione a quello in cui prendono spazio altri aspetti narrativi classici del wuxia (lealtà, fratellanza, sacrificio) e si incentra soprattutto sulle figure del leader della Ghigliottine e sul messo imperiale che deve porre fine alle loro attività: i due sono cresciuti assieme nella corte imperiale come compagni di giochi di Qianlong, hanno stretto patto di fratellanza ed ora so trovano a fare i conti con se stessi ed il loro passato, così come fa anche Tianlong e forse l'Imperatore stesso.
Nel suo complesso il film di Andrew Lau appare come un lavoro in cui l'impianto da kolossal è evidente , su canoni abbastanza classici e che strizzano l'occhio al gusto occidentale, come ultimamente fin troppo spesso avviene nei lavori mainlander: a parte l'inizio la storia delle armi letali che imprigionano il collo e decapitano, sfruttata per dare un senso al 3D, ha poca attinenza coi lavori passati  già citati e tutta la carica di azione che c'è nella prima mezzora presto decanta per lasciare spazio a toni meno frenetici in cui si inseriscono riflessioni sulla modernità che avanza e sul valore della ribellione e della integrazione tra etnie diverse.
Il finale sembra addirittura accennare ad un valore pedagogico della storia, attraverso la quale l'Imperatore si convincerà del valore del vivere pacifico tra l'etnia Han e quella Mancese, cosa di cui fu propugnatore nel suo lungo regno.
Cast di tutto rispetto con Huang XiaoMing nelle vesti profetiche di Tianlang, Ethan Juan in quelle del capobanda delle Ghiogliottine e soprattutto Shawn Yue che appare il più credibile di tutti nel ruolo dello spietato e cinico esecutore dei voleri del Figlio del Cielo.

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